La Mensa del Carmine, un rifugio per i bisognosi di Napoli

Uno sguardo ad una delle più importanti mense istituite per i più bisognosi di Napoli.

Napoli in tasca
Articolo di , 28 Nov 2022
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Foto Facebook mensa del Carmine

Ci sono luoghi a Napoli dove è possibile, per i più bisognosi, trovare un rifugio sicuro e caldo. Negli ultimi anni, soprattutto da quando si è propagato il Covid19, molte persone si sono ritrovate senza lavoro, senza la possibilità di fare la spesa, addirittura senza più poter pagare un affitto. Gli anziani soli e senza una pensione, i rifugiati che scappano dalle guerre e molti altri bisognosi che ogni giorno si riversano in questi centri, sanno che troveranno un pasto caldo, magari abiti puliti e anche solo qualcuno con cui parlare. La Mensa del Carmine è uno di questi luoghi.

Mensa del Carmine, un rifugio sicuro dall’86

La mensa del Carmine è stata aperta la prima volta nel 1986 con l’intento di offrire un pasto caldo a chi viveva nella povertà più estrema ed è stata intitolata a Padre Elia Alleva e la sua sede è proprio ella Basilica del Santuario del Carmine Maggiore. È passato tanto tempo da quel giorno in cui si presentarono 12 indigenti.  Oggi la Mensa accoglie ogni giorno centinaia di persone, riuscendo a servire dai 300 ai 700 pasti al giorno. Grazie ad un lavoro attivo e perfettamente coordinato da Padre Francesco Sorrentino che dirige l’organizzazione con battute e consigli e anche attivamente, mescolando salsa di pomodoro e pasta, offrendo consigli spirituali nel pieno del suo ministero.

Il cuore grande delle persone: i volontari

 

Foto da Facebook

Ogni giorno, alla Mensa del Carmine di Napoli, si radunano gruppi di volontari, tra i quali ci sono anche chef professionisti che garantiscono la bontà e la genuinità del cibo.

Si comincia presto, alle 8.30, con un bel caffé per tutti, quattro chiacchiere e tante risate. L’umore è sempre alto e questo rende tutto scorrevole e ben organizzato, come in una cucina professionale. Le pulizie vengono fatte senza che nessuno ordini nulla, nel senso del vero spirito del volontariato, dove nessuno comanda e tutti si aiutano. Fare qualcosa per gli altri può cambiare profondamente la vita delle persone, come accade al 30% dei volontari, costituito da persone a cui è stata data la possibilità di pagare il proprio debito con la legge, facendo lavori socialmente utili.

La sfida al Covid

Durante la Pandemia, la Mensa del Carmine di Napoli ha corso seri rischi per poter aiutare il numero sempre crescente di persone in difficoltà.

Con uno sguardo attento sulla prevenzione, muniti di dispositivi di protezione e aiutati da un numero crescente di volontari che hanno sfidato il rischio di contagio per accorrere in soccorso di chi, da un giorno all’altro, si è ritrovato in cassa integrazione o peggio ancora, senza un lavoro. Offrendo sorrisi, coperte calde e anche il conforto di una doccia e di un cambio di abiti puliti e in quel periodo, fino a 1.200 pasti al giorno grazie alle generose donazioni dei privati e delle Onlus, senza contare l’aiuto della Caritas Diocesana.

“Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto!”

 

Foto Pexels

Il versetto della Bibbia è alla base della fondazione della Mensa del Carmine. Non soltanto per quanto riguarda il cibo. Negli anni, molti altri servizi sono stati istituiti: le docce per i senza tetto una volta la settimana e anche la possibilità di tagliarsi i capelli, sempre grazie ai professionisti del settore che offrono i loro servizi una volta al mese. Esiste inoltre uno sportello di prima accoglienza con personale esperto in arabo e dialetti francofoni per i rifugiati. Negli ultimi anni, per le donne rifugiate è stato importante avere un punto di riferimento nel C.A.D.I.

Il Centro di Ascolto Donna Immigrata della Caritas Diocesana è sempre pronto ad accogliere ed ascoltare le storie delle coraggiose donne immigrate e fa in modo che vengano sostenute affinché non rischino di finire nelle mani di chi, senza scrupoli, le sfrutta nei modi peggiori.

L’espansione delle associazioni di volontariato

La Mensa del Carmine è stata di grande esempio negli ultimi trent’anni e più di servizio e ha incoraggiato la nascita di molte altre associazioni a Napoli. Da Posillipo al Vomero, da Chiaia ai Quartieri Spagnoli, sono molte le parrocchie – soprattutto in prossimità del Natale – che si mobilitano con donazioni e organizzano i gruppi di volontariato per offrire conforto e un po’ di calore a chi per una ragione o l’altra, ha perso o non ha mai avuto nulla.

Ascoltare le storie di chi è meno fortunato, insegna molto su quali sono i veri valori della vita e tutti, almeno una volta, dovrebbero provare questa esperienza. Per questa ragione, le porte della Mensa del Carmine, sono sempre aperte, per chi vorrà dare.

 

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