Sanremo: la storia del Festival che celebrava la canzone napoletana

Nato dall'ispirazione della Festa di Piedigrotta, la storia del Festival di Sanremo che deve le sue origini a due artisti napoletani.

Arte e Cultura
Articolo di , 07 Feb 2024
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Fonte Wikimedia Commons

Oggi dire Sanremo vuol dire evocare un evento famosissimo in tutto il mondo. Amato dal pubblico italiano e non solo, non tutti sanno che la storia di questo festival deve la sua nascita a due personaggi napoletani: Ernesto Murolo e Ernesto Tagliaferri.

Un origine tutta partenopea per quello che è oggi uno degli eventi più attesi della stagione musicale italiana. Riscopriamo insieme la storia e come, da Piedigrotta, il festival è arrivato a Sanremo.

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Sanremo: le origini del Festival della Canzone Italiana

Contrariamente a quanto molti possano pensare, l’idea del Festival di Sanremo fu concepita nella mente creativa di due illustri napoletani: il poeta Ernesto Murolo e il musicista Ernesto Tagliaferri.

La storia del Festival risale al lontano 1931, ispirati dalla “Festa di Piedigrotta” essi portarono nella città di Sanremo una manifestazione natalizia che celebrava unicamente la canzone napoletana, gettando le basi per quello che sarebbe diventato poi  il Festival della canzone italiana.

Questo evento si svolse all’interno del casinò municipale di Sanremo, sotto la direzione di Luigi De Santis, figura di spicco della cultura partenopea. La manifestazione dal titolo “Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi” andò in scena dal 24 dicembre 1931 al 1° gennaio 1932 e non aveva la struttura competitiva di come lo conosciamo oggi, ma era esclusivamente un elogio alla canzone napoletana.

Dalla musica popolare alla canzone d’autore

La Festa di Piedigrotta rappresentò per secoli il cuore pulsante della musica popolare napoletana, luogo di nascita di innumerevoli canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana. Con testi immortali come “te voglio bene assaje”, risalente all’ottocento, la Festa di Piedigrotta segna l’inizio del passaggio dalla musica popolare alla canzone d’autore.

Con l’avvento del XX secolo, la manifestazione divenne un appuntamento immancabile per gli amanti della canzone classica napoletana, celebrando artisti del calibro di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio e Raffaele Sacco.

La nascita del Festival della Canzone di Napoli

In risposta al crescente successo del Festival di Sanremo, Napoli non rimase a guardare. Nel 1952 nacque il Festival di Napoli, inteso come successore spirituale della storica Piedigrotta. Questa nuova manifestazione cercò di rivitalizzare l’autentica tradizione musicale napoletana, presentando per la prima volta al pubblico un ricco repertorio di canzoni all’interno della Mostra d’Oltremare.

I due festival, inizialmente collaborativi e condivisivi nel talento artistico, presero ben presto strade diverse, con Sanremo che si consolidò a livello nazionale e internazionale, mentre il Festival di Napoli vide un declino dovuto a scelte manageriali discutibili e a una perdita di autenticità artistica.

Quando Totò e Troisi dissero “no” a Sanremo

Il legame tra Napoli e il Festival di Sanremo fu segnato anche da episodi emblematici come i rifiuti di Totò nel 1960 e di Massimo Troisi nel 1981, entrambi espressioni di un profondo attaccamento ai valori autentici dell’arte e della cultura napoletana.

In contrapposizione alle dinamiche commerciali e alle restrizioni imposte dalla televisione il principe De Curtis disse: “Non faccio l’uomo di paglia”, dimettendosi dalla presidenza della giuria.

Oggi il Festival di Sanremo è il lascito di una antica cultura partenopea e, anche se questo legame è spesso dimenticato, rimane un testimone silenzioso dell’importanza della cultura e dell’arte napoletana nel panorama musicale italiano e internazionale.

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