La parlesia napoletana: qualche estratto di un antico codice segreto eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
La parlesia napoletana: qualche estratto di un antico codice segreto
G. Maiolini
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La parlesia napoletana: qualche estratto di un antico codice segreto

Parlesia: un vero e proprio codice segreto fra musicisti, borseggiatori e traffichini.

Che cos’è la parlesia? Per parlesia intendiamo qualcosa di più di un semplice slang dialettale. La parlesia è un vera e propria lingua in codice utilizzata da musicisti, teatranti, ambulanti ecc.
Le origini cronologiche sono dubbie. Talune fonti riconducono alcune locuzioni, addirittura, al XV secolo, mentre la forma che si è tramandata ai giorni nostri e che conosciamo, si colloca approssimativamente fra il XVIII e il XIX secolo.

Ma perché queste categorie di persone utilizzavano un codice segreto? Che cosa avevano da nascondere?

Come nasce la parlesia

La parlesia veniva utilizzata sì da performer, ma nell’ambiente napoletano dello spettacolo, dell’intrattenimento, spesso questi artisti avevano un “doppio lato”.
Questo tipo di attività era svolta anche da persone di malaffare, truffatori, ingannatori, posteggiatori.

Di conseguenza, il linguaggio in codice era necessario e funzionale a non far capire al proprio interlocutore cosa si stesse dicendo.

Qualche riferimento nella filmografia ordierna lo abbiamo nel film di Vincenzo Salemme “Amore a prima vista” con Biagio Izzo e Carlo Buccirosso. La parola in oggetto è la parola Amedeo. I due comici si stuzzicano sulla loro virilità, scongiurando la possibilità di essere tacciati da omosessuali. Biagio Izzo, in arte sfida Carlo Buccirosso, in arte Batman (pronunciato Battmànn) ad un test: la toccata. Nella parlesia il termine Amedeo indica una persona omosessuale.

Ma viene anche indicato l’organo genitale maschile col nome di ‘o ‘ngrì. Si te funziona ‘o ‘ngrì è tutto apposto. Se invece sei Amedeo…

La riattualizzazione dei testi e delle canzoni è stata anche ripresentata da Pino Daniele e James Senese.

Vi presentiamo un piccolo estratto di vocabolario della parlesia dalla A alla Z.

Piccolo estratto di vocabolario Parlesia-Italiano

ACCHIARÌ: ubriacarsi

ACCHIARATO o ACCHIARUTE: ubriaco.

ALLAGROSA o ALLERÓSA: chitarra.

AMEDEO: appunto omosessuale, gay. 

APPUNÌ: ha un doppio significato: parlare il gergo oggetto della conversazione (la parlesia) ma anche intuire, capire, arrivare, prendere. Ha funzione “positiva” di azione rispetto al suo contrario Spunì.

ARCÍ: fare all’amore, scopare. 

ARCIUTA: l’atto di fare all’amore, scopata.

BACHENE: inetto, poco serio.

BACONE: persona da cui prendere le distanze, incapace, maligna.

BAGARIA: casino, atto sciocco, inutile, dannoso, imbroglio. 

BANE o BANÈSIA: soldi, danaro (un evergreen delle conversazioni napoletane).

CAUTTE, A CCAUTTE: qui, a destra.

CHIACCHIARONE: pianoforte.

CHIARÈNZA o CHIARÈNZIA: vino, bevanda alcolica.

CHIARÍ: bere.

CHIDDÉ: bello, bella.

CIBBUÍ: mangiare.

CROCCHE: vecchio, nonno.

CUMMARA: chitarra

CUSISTÀ: cosa, termine generico per individuare un oggetto.

FANGOSA: scarpa.

FELLA: sbagliare una nota.

FRUNDINE, A FFRUNDINE: di fronte.

FUMÈNZA, FUMÈNZIA, FUMESIA o FUMOSA: sigaretta.

GGHIAMME BBÀCHENE: prostitute.

GGIRÈSIA: giro, andare intorno, passeggiare.

JAMMA: la donna.

JAMME: l’uomo. Il termine jamme in sostanza sostituisce il soggetto di quasi tutte le frasi.

JAMMETELLA: ragazza, vezzeggiativo di donna.

LANZÍ: orinare, pisciare.

LANZITURE: cesso.

LASAGNE: portafogli. 

LAUTTE, A LAUTTE: di là, a sinistra.

LENDISIA: occhiali.

LLENGUSE: pasta, maccheroni, spaghetti.

LUTAMMA: fango, cosa spregevole. Si ppropriië na lutamma: non vali niente.

MANCHÈSIA, A MMANCHÈSIA: a sinistra

MANÈSIA: mano, a mano

MBRUSA’: imbrogliare, prendere per i fondelli.

MOVIMÈNTE: attività da svolgere, affare. Spesso losco.

NDARDISCE O NGRI’: masturbazione.

NDARTITA: cacata.

NGRI’: pene, cazzo

NTINDALLE: rapporto orale eseguito da una donna. 

PADRUNÈSIA: padrona (del casino).

PARLÈSIA: denominazione del gergo usato dai posteggiatori

PROSE: culo.

QUISISTÀ: rapporto orale (da parte della donna, già, sempre quello).

RASTIERA: denti, dentatura.

RICHIGNÈNZA: testicoli.

RIFARDE: cattivo.

SANTOSA: serenata

SCIUSCIANDE: fazzoletto.

SCIUSCIUSO: naso.

SCOGLIO: naso.

SFUMOSA: sigaretta.

SPILLANTE: fisarmonica.

SPUNÌ: non fare. È il verbo che esprime il contrario di appunì. 

STERA: vagina, organo genitale della donna (non poteva mancare).

STRACCE: carne.

STRILLANDE: fisarmonica.

TABBACCHÈSIA: sigaretta

TAGLIERO: violino.

TOCHE: in gamba, capace, valido. 

TROCHELE: chitarra.

UOSSE ‘E PRESUTTO: violino.

URTE: pane.

VALZER: l’atto di andare via

VÈRTELA: tasca. 

VENÈSIE: l’atto del venire

VIGLIANDE: spettatori, pubblico.

ZZEMÈSIE: cicche (di sigarette).

Quanti di questi termini conoscevate?

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