La ricetta del vero casatiello napoletano

Grande Napoli
La ricetta del vero casatiello napoletano
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Il vero casataiello napoletano non può mancare sulla tavola di Pasqua e men che mai nella tradizionale gita di Pasquetta.

Dopo la pastiera, tra i piatti pasquali, c’è senza dubbio il classico casatiello napoletano.
Solo a vederlo mette l’acquolina in bocca, con la sua tradizionale forma a ciambella. Viene chiamato anche tortano ed oltre ad essere consumato il giorno di Pasqua, è tradizione mangiarlo anche a pasquetta durante le gite fuori porta.

In realtà  una piccola differenza tra casatiello e tortano c’è, il primo ha delle uova nell’impasto, che vengono messe intere, crude e con il guscio.

« Nella sua prima semplicità  popolare, il casatiello, non è altro che un pane di forma circolare, come un grosso ciambellone, in cui si conficcano delle uova, anche uno solo, secondo la dimensione del pane, e queste uova, con tutto il guscio, sono fermate al loro posto da due strisce di pasta in croce. La pasta è la solita pasta del pane, ma intriso con lardo e strutto. Cotto al forno, le uova vi divengono sode. »

La pasta, alla quale vengono aggiunti di sugna e pepe più una farcitura di salumi e formaggi tipici del luogo, viene lavorata a forma di grossa ciambella, riposta in un apposito stampo, e cotta a forno. Fino alla prima metà  del secolo scorso era usuale portare a cuocere il casatiello presso forni o panetterie invece che cuocerlo in casa. Di questo rustico esistono diverse varianti, particolarmente per quanto riguarda i diversi tipi di farcitura.

Le uova e la farcitura rendono questo rustico un pranzo completo.

La ricetta tradizionale

Ingredienti per un casatiello grande:

Per la pasta:

-farina, 1kg
-lievito di birra 2 cubetti
-strutto (sugna): gr.100
-poco sale, molto pepe

Per il ripieno:

-400 gr. di pecorino (oppure formaggi misti: provolone piccante, grana, emmenthal, fontina, ecc.)
-400 gr. di salame tipo napoli e altri salumi
-sale, pepe

Per la guarnizione:

-5 uova

Preparazione

La ricetta del casatiello, è uguale a quella del tortano, solo che le uova invece di essere sode e messe all’interno a pezzettini, vengono messe sopra crude e fermate da striscioline di pasta messe a croce sull’uovo.

Stemperate il lievito in acqua tiepida (che non sia troppo calda). Disponete la farina a fontana, ponetevi al centro lo strutto, il sale, il pepe, il lievito sciolto nell’acqua, e  aiutandovi con altra acqua tiepida, mescolate tutto fino a ottenere una pasta morbida che lavorerete con forza per una diecina di minuti battendola sul tavolo.

Fatela poi crescere in una terrina coperta, in luogo tiepido, per un paio d’ore o fin quando la pasta avrà  raddoppiato di volume. Tagliate tutti i formaggi e i salumi a dadini. Quando la pasta sarà  cresciuta, staccatene una pagnottella e tenetela da parte. Battete tutto l’impasto rimanente con le mani e stendetela allo spessore di un centimetro.

Disponete su tutta la superficie, uniformemente, il ripieno, e arrotolate con delicatezza la pasta, il più strettamente possibile. Ungete di strutto un ruoto (uno stampo largo col buco centrale); disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità  e rimettetelo a crescere in luogo tiepido coprendolo con un panno.

Quando il casatiello avrà  lievitato (accorreranno almeno due ore), disponete le 5 uova su di esso a intervalli regolari, e fermatele con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte. Infine infornatelo a forno già  riscaldato a 160° per i primi 10 minuti poi a 170°-180° per un’ora di cottura complessiva.

Sformatelo quando sarà  tiepido.

Curiosità

Bisogna tener presente che alcuni distinguono chiamando tortano questa preparazione imbottita e casatiello un rustico fatto con lo stesso impasto, ma senza imbottitura se i cicoli. In questo caso le uova vanno appunto messe all’esterno come spiegato nella ricetta.



Comments to La ricetta del vero casatiello napoletano

  • Il maestro Eduardo diceva’presepio ਠbello so e pasture ca nun so buone.Ma questi pastori,hanno fatto comodo a tutti igoverni.Siਠcombattuto per l’unità  d’Italia,affinche il popolo non vivesse nell’ignoranza,e il lavoro permettesse,un livello di vita dignitoso.Ma la lezione borbonica,ਠstata recepita da tutti gli altri governi che si sono succeduti.Dategli il pane,e una festa ,vedrete che non daranno fastidio.Ma ora basta Napoli deve ritornare la metropoli di sempre,la citta che ha dato lustro nel mondo.Napoli non deve essere,addidata come luogo di cammorristi e
    nullafacenti.La gioventu napoletana,deve far sapere al mondo,che non ਠquella che vogliono farla sembrare.La nostra gioventà¹,in tutti i campi ha dimostrato di essere superiore a gli altri.

    geremia 31 marzo 2009 2:05 Rispondi
  • Pingback: Il pranzo pasquale dei napoletani. « GrandeNapoli.it - Il blog sulla grande città  di Napoli

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