Il cafè chantant ScottoJonno: in Galleria Principe si diffonde un sound nuovo e ricercato

Sotto la volta della Galleria Principe di Napoli, nella seconda metà della settimana, si diffonde un sound nuovo e ricercato. Queste vibrazioni provengono dai vinili che ogni weekend, alla sera, si mettono da ScottoJonno, il café chantant partenopeo riportato alla luce a marzo di quest’anno, dall’arredo in stile Liberty e dall’atmosfera raffinata, che dovevano proprio essere quelli degli anni della Belle Époque.

Arte e Cultura
Articolo di , 17 Nov 2023
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foto ig @scottojonno

Di fronte al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), a due minuti a piedi dalla fermata della metro “Museo”, nei locali dell’ex Tesoriera Comunale del Banco di Napoli, si trova lo ScottoJonno: caffè letterario, cocktail bar, ristorante d’alta cucina (Sustanza) e biblioteca diffusa, che nasce e risuona ormai da qualche mese in Galleria, sulle vibrazioni di quegli anni di fine Ottocento e inizio Novecento quando, nonostante le difficoltà, tutto era un po’magico e possibile.

Il café chantant alla Tesoriera: un progetto di rifioritura estetica e culturale

Basta imboccare la Galleria Principe di Napoli e attraversarla di qualche passo per ritrovarsi di fianco ai finestroni dell’ex Tesoriera che danno sull’androne, e già da fuori si possono sbirciare le sale del locale e immaginarsi che, quando l’originario fondatore Vincenzo Scotto Jonno lo aprì nel 1883 (prima che divenisse – appunto – sede della Tesoriera di Stato), era più o meno così, nella sua struttura così come nello spirito musicale e letterario.

Napoli, una città che dell'"ammappuciato" ha fatto il suo stile di vita

Il progetto di restauro di ScottoJonno coincide e si interseca a quello di riqualificazione dell’intera area urbana e parte proprio da una bella rispolverata della Napoli di un tempo e dal recupero della sua nobile storia. Questa rifioritura estetica e culturale si avvia, perciò, a restituire alla Galleria Principe di Napoli un’immagine vibrante di storia e di storie, come quelle che è possibile leggere alla biblioteca del locale, sotto volte con muratura a vista e su poltrone in velluto, con rifinimenti d’oro opaco e leggero tutto intorno.

Storie in tesoriera, insolite frequenze, libri e vinyl night

Il living in stile Art Nouveau di ScottoJonno crea un’atmosfera di pace e rilassamento che riporta immediatamente al gusto raffinato della Belle Époque, un’epoca che seppe adottare nuove vibrazioni in tutti i campi artistici, dalle belle arti a quelle applicate.

È per questo che il sound che circola nel salotto di ScottoJonno coinvolge generi musicali prettamente “da ascolto”. Si tratta di una musica da camera, strumentale, e dalla riservata funzione di accompagnamento e, più nello specifico, sono tre i format legati a nuove frequenze che, da circa un mese a questa parte, lo ScottoJonno propone nella seconda metà della sua settimana.

Ospiti nazionali e internazionali, insieme a dj del panorama musicale partenopeo, sono invitati – ogni venerdì e ogni sabato sera – a esibirsi in una selezione musicale che spazia dal jazz, alla chillout, al downbeat, al rock psichedelico, per un dj set interamente su vinile. Ri-vista. Insolita frequenza” è l’appuntamento del venerdì per la direzione artistica di Augusto Penna, mentre il format del sabato va sotto il nome di “Manìa” e vede la residenza del dj napoletano Vincenzo Cipolletta per due volte al mese, con l’intento di far riscoprire una musica di qualità ma poco conosciuta ai più.

Il giovedì invece la musica intreccia la letteratura, ma anche l’arte e la filosofia con il format di Ciro Cacciola (dj Cerchietto), che prevede ogni settimana dei “Discorsi sonori” attraverso i quali si desidera viaggiare tra le arti e incontrare platonicamente autori e personaggi indimenticati.

I dischi e i vinili si accompagnano così ai libri e, a proposito di libri, il caffè letterario ScottoJonno ne conserva più di duemila, avvolti in edizioni piene di storia, che è possibile sfogliare tra le sale, circondati da piante decorative, statue di giovani donne – che, come ninfe dei boschi, reggono luci sferiche – e quadri di targhe e volti che risalgono su per la scala interna.

Ad accompagnare gli ospiti di ScottoJonno sono quindi queste nuove vibrazioni musicali che, in sottofondo, scandiscono la rinascita di un luogo il quale, come ogni café chantant che si rispetti, è ancora più affascinante alla sera, quando arriva il momento di mettere su un vinile e scegliere il cocktail che si preferisce.

Ma anche l’ora del brunch ha la sua magia, se la si abbina al sottofondo di una musica classica, essenziale, strumentale. Da questa domenica, infatti, da ScottoJonno il pianoforte lascia il suo posto sul palchetto ed esce fuori in Galleria Principe di Napoli, per mettersi al servizio di docenti del conservatorio e musicisti professionisti che contribuiscono a mantenere vivo l’antico fervore culturale di una città che non si tira mai indietro se si tratta di rifiorire.

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