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Asia, la giovane guerriera malata di cancro bullizzata sui social. Mattarella: “Complimenti per la tua forza”
M. D'Andria
21 Mag 2024 - 10:59
Facebook Fondazione Santobono Pausilipon

Asia, la giovane guerriera malata di cancro bullizzata sui social. Mattarella: “Complimenti per la tua forza”

Solidarietà e calore da tutta Italia, anche dal Quirinale, per Asia, ricoverata al Santobono di Napoli.

Asia è la giovane guerriera quattordicenne ricoverata al Santobono di Napoli. Vittima di bullismo solo perché ha il cancro, riceve il calore e la solidarietà di migliaia di italiani, tra cui il Presidente Sergio Mattarella: “Complimenti per la tua forza e auguri” le scrive su Instagram.

Asia: Vittima dell’odio ingiustificato sui social media

La notizia ha mosso i cuori di tutti gli italiani: Asia, una bambina di 14 anni ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, viene bullizzata sui social media solo perché ha il tumore. Lei però risponde alle provocazioni con superiorità e soprattutto mostrando una maturità che va oltre la sua giovane età: “Scusa se faccio le chemio per un tumore che neanche io ho deciso di avere” risponde ad un commento anonimo su Instagram.

Attorno le arriva subito il calore e la solidarietà di migliaia di persone, tra cui anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che le commenta un video in cui suona il pianoforte scrivendo: “Asia, ho visto il tuo video e sei bravissima! Complimenti per la tua forza e auguri. Sergio Mattarella“.

Asia è infatti un talento naturale. La 14enne, originaria della provincia di Salerno, ha una grande passione per la musica e trascorre molto del suo tempo suonando il pianoforte, durante il ricovero all’ospedale Santobono di Napoli. I suoi video hanno commosso migliaia di persone. Incredibilmente, però, ha attirato anche commenti sgradevoli, pieni di una cattiveria ingiustificata. Si tratta di un’aggressione barbara e inaccettabile, stigmatizzata sia dalla mamma della bambina che dalla Fondazione Santobono Pausilipon, che è accanto alla piccola e la sostiene nella sua battaglia.

Di seguito il post della Fondazione su Facebook dopo la vicenda:

 

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