Oltre 200mila tonnellate di rifiuti sepolti nell’ex cava Suarez, accusato di disastro ambientale l’imprenditore responsabile

200mila tonnellate di rifiuti pericolosi e amianto sepolti nell'ex cava Suarez, arrestato l'imprenditore che doveva bonificare l'area.

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Articolo di , 04 Giu 2024
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Fonte: Carabinieri Napoli

È shock la notizia che circola già da ieri: oltre 200mila le tonnellate di rifiuti trovate nell’ex cava Suarez, nella zona dei Camaldoli. Arrestato e accusato di inquinamento e disastro ambientale l’imprenditore che doveva occuparsi della bonifica del sito.

“Alterato l’ecosistema”, disastro ambientale nell’ex cava Suarez

Ritrovate circa 250mila tonnellate di rifiuti pericolosi e inquinanti, tra cui addirittura amianto e idrocarburi, sepolti nell’ex Cava Suarez a Napoli, tra via Tommaso De Amicis e via Sant’Ignazio di Loyola, nella zona dei Camaldoli. La zona doveva in realtà essere bonificata dall’imprenditore 49enne Bruno Sansone, già arrestato e messo ai domiciliari dalla Polizia Locale di Napoli in quanto responsabile di non aver avviato la bonifica. L’uomo era già stato rinviato a giudizio per la mancata bonifica dell’area nel 2013 e, nei suoi confronti, era già stato eseguito il sequestro di tre milioni di euro per non aver avviato tali procedure.

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Nella cava pare siano stati smistati anche i rifiuti (non inquinanti) prodotti dagli scavi della nuova metropolitana dell’Aeroporto di Capodichino, ma la Società Metropolitana di Napoli Spa precisa che gli sversamenti illegali effettuati nella cava Suarez “nulla hanno a che vedere con la realizzazione della stazione di Capodichino, affidata alla società consortile Capodichino As. M.” come si legge nella nota stampa diffusa dal presidente Paolo Carbone.  Sequestrati inoltre in via preventiva macchinari e mezzi di lavoro della cava per un valore di circa un milione di euro.

L’operazione della Procura della Repubblica di NapoliSezione V “Ambiente Edilizia Urbanistica”, guidata dal procuratore Giulio Vanacore e coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri – è iniziata proprio ieri. Un blitz congiunto con Polizia Locale di Napoli, carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e Guardia di Finanza con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. Da una nota delle forze dell’ordine è emerso che il volume stimato dell’immondizia scaricata da Sansone nella cava è pari a quello di un edificio di 7-8 piani di altezza.

La Procura ha giudicato grave la situazione, ritenendo “alterato l’ecosistema” della zona: è stata messa a grave repentaglio la salute pubblica, soprattutto perché si tratta di un’area fortemente urbanizzata.

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