Santa Gertrude: storia di una delle sante patrone di Napoli

Personaggi
Articolo di , 22 Feb 2021

 

Santa Gertrude è una religiosa cistercense. La santa è venerata dalla Chiesa cattolica, la quale si occupa di celebrarne la memoria il 16 novembre di ogni anno, e soprattutto da Napoli, per la quale è addirittura una patrona.

 

La storia di Santa Gertrude

La nascita della donna e i suoi primi anni di vita sono avvolti dal mistero. Pare sia nata da una famiglia illustre il 6 gennaio del 1256 e che all’età di cinque anni Gertrude venne affidata al monastero cistercense di Matilde di Magdeburgo a Helfta. Lì si occuparono di istruirla, insegnandole le materie del trivio e del quadrivio, legge, musica e teologia.
Produsse una preghiera molto potente:

“Eterno Padre, ti offro il Preziosissimo Sangue del Tuo Divin Figlio Gesù, in unione con tutte le messe celebrate oggi in tutto il mondo, per tutte le sante anime del purgatorio, per tutte le anime di tutto il mondo, per i peccatori della Chiesa Cattolica, per quelli della mia casa e della mia famiglia”

 

E si dice che Gesù Cristo abbia deciso di celebrarla facendo una promessa: ogni volta in cui la preghiera di Santa Gertrude la Grande fosse pronunciata, il Signore avrebbe liberato mille anime dal Purgatorio.

 

Pare che la fanciulla avesse finanche la voce celestiale. E raggiunti i ventisei anni fu chiamata dal Signore. Le arrivò infatti L’Illuminazione, così la descrisse nei suoi scritti. Quell’avvenimento la spinse verso la consacrazione a Dio. In seguito a questa scelta ricevette innumerevoli segnali dal cielo, quali estasi, visioni e innumerevoli fenomeni sovrannaturali. Con essi però giunsero anche numerose malattie fisiche, che la portarono a temprarsi.

La donna bramava una vita solitaria, dedicata soltanto alla fede nelle sue quattro mura. Ma pian piano la sua fama si estese e al convento cominciarono ad arrivare gruppi e gruppi di fedeli, desiderosi di conoscere la donna prescelta dall’Altissimo e di entrare in contatto con la sapienza di quest’ultima.

 

Nel 17 novembre del 1302 la vita della Grande Gertrude terminò al Monastero di Helfta, in Germania. La donna aveva 46 anni e il Signore l’aveva avvisata poco prima.

 

Il culto

I monaci Benedettini si occuparono più di tutti di propagare il culto della mistica fedele tedesca.

Durante la Riforma Luterana il suo sepolcro fu distrutto. Le uniche reliquie esistenti, sopravvissute alla distruzione, si trovano a Santa Maria di Licodia, nel simulacro all’interno della Chiesa Madre.

 

Secondo l’iconografia la donna indossa abiti monastici, con la tunica dalle maniche ampie utilizzata durante le liturgie. Nelle mani sono protetti il bastone pastorale e il libro della regola monastica. Sul petto vi è una raggiera, al cui interno è raffigurato l’importante immagine del Sacro Cuore, molto presente nella vita della santa, oppure quella del Bambino Redentore.

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