Posillipo, stop al diportismo selvaggio: tragedia annunciata, servono controlli e regole più severe

Quella di Cristina, travolta da un'imbarcazione pirata mentre si trovava in kayak, era una tragedia annunciata secondo molti frequentatori della costa posillipina.

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Articolo di , 11 Giu 2024
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Cristina voleva solo trascorrere una giornata spensierata nel mare di Napoli, avvolta dagli scorci meravigliosi che la costa posillipina regala. Nonostante il cielo grigio, Cristina voleva ammirare quel panorama senza eguali a bordo di un kayak, in compagnia di un amico, per una domenica estiva all’insegna della leggerezza, della libertà e della bellezza, come tantissimi giovani partenopei scelgono di fare ogni weekend. Invece, Cristina pagaiando su quel kayak ha perso la vita. Una tragedia che ha sconvolto tutti. Perché non è giusto. Perché sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi amanti del mare. Perché si tratta di una catastrofe annunciata.

Napoli, a Posillipo servono più sicurezza e più controlli

Il diportismo selvaggio nel golfo di Napoli non è certo un problema di cui veniamo a conoscenza solo oggi. È un piaga che, chiunque abbia frequentato la costa posillipina, soprattutto nei giorni più affollati, conosce benissimo. Con l’arrivo delle belle giornate, le spiagge e le aree marine della città partenopea vengono prese d’assalto da cittadini e turisti, desiderosi di godere di un meritato assaggio d’estate. Come loro, anche i diportisti non vedono l’ora di poter attraversare il blu del mare partenopeo, facendosi cullare dalla brezza marina, dando così vita ad un traffico non indifferente.

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Fin qui, nessun problema. Quando gli stessi diportisti, però, non rispettano le regole mettendo a repentaglio la tranquillità e la sicurezza dei bagnanti, allora non si può continuare a fare finta di nulla.

Già in passato, avevamo segnalato Villa Lauro invasa dai natanti a motore, nonostante l’accesso nello specchio d’acqua in questione sia loro proibito. Nell’insenatura di Villa Lauro, una delle più belle ville monumentali di Posillipo, si dovrebbe accedere esclusivamente a nuoto, oppure con imbarcazioni sprovviste di eliche che non emettono scarichi da combustione, proprio come i kayak. In molti, però, sembrano non dare peso alla cosa e raggiungono la spiaggetta con le barche a motore a cuor leggero, entrando a motore acceso nell’insenatura, anche ad alta velocità.

Il problema della velocità, purtroppo, si ripresenta anche in mare, non troppo lontano dalla costa. Le distanze previste per legge, molto spesso, non vengono osservate da imbarcazioni che sfrecciano vicino la riva, senza prestare alcuna attenzione a ciò che le circonda e senza rispettare regole e precedenze. Le stesse imbarcazioni spesso sono guidate da persone sprovviste di patente nautica, perché la legge glielo permette.

Se la sicurezza in mare, a Napoli, è competenza della Capitaneria di porto, il comune di Napoli intende comunque intervenire in qualche modo, come annunciato da Nino Simeone, presidente della commissione Trasporti, con delega al Mare:

L’incidente verificatosi ieri nelle acque di Posillipo, in cui ha perso la vita una giovane, ci impone di porre la massima attenzione al traffico delle imbarcazioni da diporto lungo la costa della nostra città. Il turismo diportistico, com’è noto, è in grande espansione e, purtroppo, incidenti che vedono coinvolte le piccole imbarcazioni e le canoe sono sempre più frequenti, soprattutto nei fine settimana estivi, quando il flusso di mezzi, anche di elevata potenza, è massimo. La competenza in materia di sicurezza in mare spetta alla Capitaneria di Porto, ma proporrò all’Assessore Cosenza di promuovere un tavolo tecnico per realizzare, lungo le coste di Napoli, percorsi protetti riservati alle canoe ed ai kayak, come già avviene ad esempio a Capri, e ridurre così il rischio di incidenti. La sicurezza in mare, per una città come la nostra, che punta molta della sua attrattività turistica anche su questa risorsa fondamentale, è una priorità e va tutelata“, conclude.

 

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