Le Arche Aragonesi di San Domenico Maggiore e i loro tesori nascosti

Arte e Cultura
Articolo di , 02 Ago 2017

La Chiesa di San Domenico Maggiore, situata nell’omonima piazza del centro storico di Napoli, è un’antica chiesa monumentale voluta da Carlo II d’Angiò ed eretta tra il 1283 e il 1324. Il complesso religioso divenne il punto di riferimento della nobiltà aragonese e, insieme all’adiacente convento, costituisce ancora oggi uno dei siti artistico-culturali più importanti della città.

 

Nella sacrestia si trova la Sala degli Arredi Sacri, chiamata anche Sala del Tesoro grazie alle immense ricchezze che sono state qui custodite durante i secoli. La sala, arredata con armadi che risalgono al 1749, espone oggetti sacri di raro valore storico, artistico e culturale, oltre a preziosi abiti ritrovati nelle tombe dei sovrani e dei nobili napoletani, che costituiscono un vero e proprio spaccato del costume quattro-cinquecentesco. Questo ambiente fu costruito nel 1690 per custodire una serie di ricchissimi cimeli dei frati domenicani e alcune teche di argento massiccio che contenevano i cuori di Carlo II d’Angiò, Alfonso I di Aragona e Ferdinando II di Aragona, ma di questi oggetti non c’è più traccia poiché andarono perduti durante l’occupazione francese degli inizi dell’Ottocento.

 

All’interno della Sala del Tesoro si trova una mostra permanente relativa a oggetti regali e arredi sacri articolata in quattro sezioni: le Arche Aragonesi, le Processioni, il Tesoro e gli Arredi sacri.

Le Arche Aragonesi, tombe dei re d’Aragona

I re aragonesi scelsero la chiesa di San Domenico come sede di sepoltura, ed è tuttora possibile ammirare le arche sepolcrali in cui sono state rinvenute le mummie in abiti damascati, con veli e cuscini in seta, pugnali e stemmi della famiglia aragonese e di alcuni membri della nobiltà di corte. Questa serie di mummie è unica in Italia sia per l’antichità e per lo stato di conservazione dei corpi, sia soprattutto perché si tratta di personaggi storici, di cui sono note la vita e la causa di morte (ad esempio la malaria per il re Ferrante II e la tisi per il marchese di Pescara). Tra i reperti esposti più interessanti troviamo il cuscino avorio di Ferdinando I di Aragona, l’abito giallo ocra in damasco di Isabella Sforza di Aragona, il cuscino in pelle di capra e parte del fodero e pugnale di re Ferdinando II di Aragona e l’abito avorio in raso di Pietro d’Aragona.

 

Le altre sezioni riguardano, rispettivamente: i busti di santi domenicani in cartapesta, legno e lamina argentea che venivano portati in processione durante le feste religiose del Settecento e Ottocento; i preziosi apparati liturgici dei frati domenicani; gli oggetti che in passato abbellivano i luoghi sacri della basilica e delle funzioni religiose.

Informazioni

Dove: Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore Napoli

Orari: lun-dom 10.00- 18.00

Info e prenotazioni: 333 8638997

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