La Fontana delle Zizze: storia di una fontana partenopea dal nome curioso

La leggenda della sirena Partenope legata alla storica "Fontana delle Zizze".

Arte e Cultura
Articolo di , 13 Mag 2024
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Fonte Comune di Napoli

Addossata alla Chiesa di Santa Caterina della Spina Corona a Napoli giace ancora oggi una splendida reliquia architettonica: la fontana della Spinacorona, più comunemente conosciuta come “La Fontana delle Zizze“, uno dei simboli del quartiere Pendino.

La fontana delle Zizze a Napoli: l’origine e la sua simbologia

Ubicata precisamente in Via Giuseppina Guacci Nobile, nei pressi di Piazza Nicola Amore (‘e quatto palazze), la Fontana delle Zizze è forse la fontana più misteriosa del centro storico di Napoli. Il nome originale di quest’opera architettonica è in realtà “Fontana della Spinacorona” proprio perché giace su una delle pareti esterne della Chiesa di Santa Caterina della Spina Corona. L’iconica figura di una donna che sorregge con le mani il proprio seno, da cui sgorga l’acqua, ha però reso la fontana comunemente nota come Fontana delle Zizze.

“T’aggia cunusciut pur a te ‘mbrellino ‘e set”: origine e significato del detto napoletano

L’origine della fontana pare incerta: attribuita a Giovanni da Nola, scultore e architetto italiano che operò soprattutto a Napoli tra il 1400 e il 1500, la fontana delle Zizze compare per la prima volta in alcuni documenti risalenti al 1498: si tratta di un inventario, la Platea delle acque, sulla distribuzione idrica in città. Nel sedicesimo secolo, per ordine del viceré Don Pedro da Toledo, la fontana fu restaurata e modificata, e vi fu aggiunta una figura di donna intenta a spremere i propri seni. Ma chi era questa donna?

La donna rappresentata è in realtà la Sirena Partenope, leggendaria protettrice di Napoli, che salva la città dall’eruzione del Vesuvio proprio grazie all’acqua che sgorga dai suoi seni. La rappresentazione indica dunque che la bellezza di Napoli sarà capace di sovrastare la forza distruttrice del Vesuvio. Un significato di speranza e salvezza legato alla città di Napoli. La versione originale della statuetta è oggi custodita nel Museo nazionale di San Martino, nel quartiere Vomero, e fu sostituta nel ventesimo secolo da una sua identica riproduzione. La vasca invece, in marmo bianco, è coronata dall’inconfondibile silhouette del Vesuvio, sulle cui falde giace un violino e lingue di fuoco.

Nel 2014 la fontana è stata oggetto di interesse per “Monumentando Napoli“: il programma di restauro voluto dal Comune di Napoli destinato al restauro di 27 bellezze architettoniche della città. Purtroppo, però, ad oggi le condizioni attuali della fontana restano precarie. Vale però la pena fare un salto nell’antico quartiere Pendino per ammirare la bellezza che ancora resiste di questa splendida opera architettonica.

Fontana dettaglio, fonte: Comune di Napoli

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