“La Tammurriata Nera”, la storia e il significato della canzone

Musica napoletana
Articolo di , 28 Apr 2021

La Tammurriata nera è una canzone napoletana scritta nel 1944 da Edoardo Nicolardi e arrangiata sulla musica del suo consuocero E.A. Mario. La Tamurriata è anche un genere di danza campano caratterizzato dall’uso di tamburi e tamburelli. La canzone è uno dei pilastri della tradizione napoletana ed è stata portata in scena in giro per il mondo da illustri artisti come Renato Carosone e Roberto Murolo. Il maestro Nicolardi ha scritto il testo ispirandosi ad un avvenimento realmente accaduto. Ha raccontato con ironia e con un bel gioco di parole una condizione sociale che ha visto protagoniste le donne durante la seconda guerra mondiale nel periodo dell’occupazione americana. Scopriamone insieme la storia ed il significato.

La storia de la Tammurriata Nera

Il poeta, paroliere e giornalista italiano Edoardo Nicolardi scrisse lo storico testo de la Tammurriata Nera dopo aver assistito ad una scena insolita all’interno dell’ospedale Loreto Mare, di cui era dirigente amministrativo. Una giovane donna partorì un nascituro dalla pelle scura, indice del fatto che fu concepito da un soldato afro-americano. Fu un avvenimento che destò scalpore, all’epoca si gridò allo scandalo.

Gli alleati americani entrarono a Napoli il 1° ottobre del 1943, al termine delle famose Quattro Giornate. Il periodo di occupazione, prima della liberazione del 25 aprile 1945, durò ben 18 mesi. Questi non furono facili, soprattutto per le donne. La Tammurriata Nera racconta di tutti quei giovani e spaventati corpi femminili che sono stati violentati e forzati a rapporti sessuali con i soldati afro-americani. Lo scrittore Alberto Moravia raccontò questa condizione di sopruso nelle pagine del suo romanzo “La ciociara”, il cui ha trovato il suo adattamento cinematografico nell’omonimo film diretto da Vittorio De Sica e con star Sophia Loren.

Il significato

Gli autori e arrangiatori della canzone hanno voluto denunciare socialmente questo fenomeno che ha interessato le donne napoletane duranti quegli anni storicamente difficili. A cantare è proprio il coro popolare che guarda con stupore e che giudica negativamente tutte quelle donne madri di bambini allora ritenuti bastardi e impuri. Si tratta di una canzone polifonica in cui emergono tutti i pregiudizi della gente del volgo. La Tammurriata Nera è una canzone razzista e lo si può constatare nei suoi versi. “Séh! gira e vota, séh… Séh! vota e gira, séh… Ca tu ‘o chiamme Ciccio o ‘Ntuono, Ca tu ‘o chiamme Peppe o Giro, Chillo, o fatto, è niro, niro, Niro, niro comm’a che!”. Gli spettarori ironizzano su quanto è accaduto e spiegano che, nonostante la donna cerchi di offrire spiegazioni e chiami il bambino con un nome italiano, resta di fatto la sua pelle scandalosamente scura.

L’apice dell’ironia è stata raggiunta con la versione della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Una delle strofe finali del canto popolare recita “E levate ‘a pistuldà uè / e levate ‘a pistuldà, / e pisti pakin mama / e levate ‘a pistuldà”. Risulta inutile cercare una corrispondenza in italiano perchè si tratta di versi popolarmente napoletanizzati e storpiati della canzone e Pistol Packin’ Mama di Al Dexter , la quale conquistò i primi posti nelle classifiche Usa del 1943. Era molto cantata e amata dai soldati americani, infatti i napoletani la conobbero proprio in quel periodo.

All’interno della canzone vi sono anche altri riferimenti alle pistole dei soldati: “E ‘a femmena è restata,
Sott”a botta, ‘mpressiunata…/ Séh! na guardata, séh…/ Séh! na ‘mpressione, séh…/ Va’ truvanno mo chi è stato/ Ch’ha cugliuto buono ‘o tiro”.  In questa parte viene descritto il momento del concepimento, avvenuto in modo furtivo e senza sentimento. I popolani, infatti, si chiedono chi tra i tanti americani potrebbe essere il padre del bambino.

Foto di copertina tratta da www.napolituristica.com

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