Dal Cufaniello al Piett’ ‘e palummo: una rapida guida dei tuffi a Napoli

Con l'arrivo dell'estate, non possono mancare i consueti tuffi: ecco una guida dei tuffi più gettonati a Napoli!

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 15 Lug 2022
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Con l’imminente arrivo della stagione estiva (detta anche Staggione) e il rapido ripopolamento delle spiagge, non può mancare in città uno dei principali divertimenti degli “scugnizzi” napoletani: i tuffi.

Gioia e fantasia per i ragazzi, ansia e preoccupazione per  bagnini e genitori. I tuffi a Napoli rappresentano emozioni contrastanti, dovute anche alle varie tipologie di tuffo, più o meno pericolose, se non eseguite nel modo corretto.

Ecco qui una rapida guida dei tuffi più diffusi e gettonati a Napoli.

Dal cufaniello al pietto di palummo: i tuffi a Napoli e come farli

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Tuffo a cufaniello (a cofanetto)

Per eseguire questo tuffo serve una buona coordinazione, poiché, bisogna assumere una posizione fetale in volo: le ginocchia devono essere portate al petto e l’intero corpo deve racchiudersi, formando un vero e proprio “cofanetto”.

Questo tuffo è riconoscibile per la grande rumorosità dell’impatto, ma soprattutto per la grande quantità di schizzi che, solitamente, urta i nervi degli inconsapevoli bagnanti.

Tuffo a bomba

È semplicemente un’esagerazione del precedente tuffo a cufaniello, con alcune sottili differenze: il maggior raccoglimento del corpo del tuffatore e la maggior potenza dello slancio.

Piett’ ‘e palummo (a petto di colombo)

Per compiere questo tuffo, i tuffatori si lanciano verso l’acqua portando avanti il pettorale, spalancando le braccia e chiudendo le gambe.

È un tuffo molto scenico, ma al tempo stesso doloroso, se chi lo esegue non è particolarmente agile.

Infatti, si corre il rischio di perdere completamente la coordinazione e di toccare l’acqua con la pancia, eseguendo così il cosiddetto “tuff e panz”(tuffo di pancia)

Tuffo a cannela ( a candela)

È il più semplice dei tuffi mostrati finora poiché, per eseguirlo basta saltare in acqua in verticale, tenendo i piedi uniti e il corpo diritto.

L’impatto è poco rumoroso. Inoltre, con questo tipo di tuffo si tende ad arrivare molto sotto la superficie. Per questo motivo, i meno pratici nelle immersioni, tendono a lanciarsi tappandosi il naso.

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