Il fantasma di Giovanna I D’Angiò, la prima regina di Napoli
Giovanna I D'Angiò fu la prima regina di Napoli a tutti gli effetti che salì al trono cingendo la corona per diritto ereditario e non per aver sposato un reale.
Storie e leggende alimentano la fantasia del popolo napoletano che tramandano da secoli, le curiosità e i misteri legati ai personaggi della nostra cultura. È il caso del fantasma di Giovanna I che, secondo la tradizione, si aggira inquieto e singhiozzando nel Chiostro di Santa Chiara, con un’espressione davvero terrificante.
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Chi era Giovanna I D’Angiò?
Giovanna I D’Angiò fu la prima regina di Napoli a tutti gli effetti che salì al trono cingendo la corona per diritto ereditario e non per aver sposato un reale. Suo padre, il Duca di Calabria e re di Napoli, Carlo D’Angiò, mori prematuramente e designò al trono sua figlia Giovanna, promettendola in sposa a suo cugino Andrea D’Angiò, alla tenera età di sei anni. Suo nonno, il re Roberto D’Angiò detto Il Saggio, ricordato come un uomo generoso e colto mecenate, volle far di lei una potenza inespugnabile su tutto il regno.
Alla morte di re Roberto, Giovanna a soli 16 anni, opponendosi alla volontà testamentaria di suo nonno di porre sul trono Andrea, si reca a Roma dal Papa Clemente VI per ereditare la corona e il regno di Napoli, domando le pretese del suo consorte, costretto ad accontentarsi del titolo di Duca di Calabria.
Nell’incoronazione del 1343, Giovanna entra nella storia perché fino al quel momento politico e sociale, il potere regale era stato sempre maschile; finalmente governa una donna con tanto fervore e di lei si racconterà della sua bellezza, della sua passione per la letteratura, la cultura, gli svaghi, le feste, la vita mondana e della sua travagliata vita sentimentale che è spesso confusa con le vicende lussuriose dell’altra regina omonima Giovanna II D’Angiò detta l’Insaziabile, autentica cacciatrice di uomini.
La prima regina di Napoli
Giovanna I ebbe una vita difficile e un regno da governare che alternava fasi di decadenza e risanamenti, fra congiure, intrighi e avidità di parenti e mariti. Si risposò quattro volte per esigenze politiche e per l’ansia di dare alla luce un erede da sistemare sul trono di Napoli (che purtroppo non arrivò). Il suo regno sarà ricordato come il più longevo e straordinario potere monarchico della prima e vera regina di Napoli, per cultura, carattere e mentalità del tutto napoletana.
Inoltre, il nome di Giovanna I è accostato alla leggenda dell’Uovo di Virgilio, il famoso uovo che il mago e poeta avrebbe conservato in una gabbia nelle profondità del Castel dell’Ovo (da cui prende nome) preservando dalle sciagure Napoli, secondo la profezia.
Alla sua rottura, la città infatti sarebbe sprofondata nel mare. Le cronache riportano che, durante il regno della regina Giovanna I, il castello subì forti danni a causa di un crollo; la regina per placare la paura ed il panico del popolo fu costretta a dichiarare solennemente di aver provveduto a sostituire l’uovo e che la città poteva godere di longevità e buona salute.
La leggenda dei suoi resti e del suo fantasma
Si narra che, nella ricorrenza dell’anniversario della sua morte, avvenuta il 27 luglio del 1382 nel Castello di Muro Lucano, per ordine di Carlo III di Durazzo che ne aveva invaso il regno, il fantasma di Giovanna apparirebbe con un’aspetto davvero terrificante.
Ricostruendo gli ultimi istanti della sua vita, è stato poi confermato che la regina napoletana fu soffocata con dei cuscini nella camera da letto, per mano di quattro mandanti inviati dallo stesso Carlo III di Durazzo, dopo averla imprigionata nel castello potentino, per l’ascesa al trono di Napoli. Su l’onda dello Scisma d’Occidente che portò una profonda crisi nella Chiesa, durante gli ultimi anni del regno, Giovanna appoggiò l’antipapa Clemente VII di Avignone, cosicché il papa Urbano VI di Roma, non le aveva concesso la sepoltura in terra consacrata.
Dove fu sepolta?
La sua tragica fine rimane avvolta ancora nel mistero. Il sospetto nasce sulla questione di dove siano sepolti i resti mortali e semmai fossero tornati a Napoli. Su questa vicenda aveva contribuito Carlo III di Durazzo che per ragioni dinastiche, celò in segreto il luogo della sua sepoltura.
Per quale motivo?
Sul caso ci sono diverse tesi: alcuni storici sostengono che fu sepolta nella Chiesa dei Francescani di Monte S. Angelo in Puglia, che ella aveva eretto, e dove risiederebbe tutt’ora il suo sarcofago con le effigi reali; l’altra ipotesi è che sia sepolta nel Monastero di Santa Chiara a Napoli, dove il suo fantasma apparirebbe.
Qui, la vicenda appare ancora oscura; dalle cronache del tempo si racconta che Carlo III di Durazzo dava notizia della morte di Giovanna ai Capi di Stato, tramite l’arrivo di una lettera giunta mesi dopo, mostrando poi il corpo di una donna senza vita, in Santa Chiara. Un’altra coincidenza strana e il fatto che si stava indebitando per restaurare gli affreschi decadenti nella Chiesa dei Francescani di Monte S. Angelo, e comprare forse cosi il silenzio dei monaci, sulla sepoltura di Giovanna.
A Napoli, si racconta che (secondo la leggenda popolare e colorita) Giovanna compare nel giorno della sua morte nel Monastero di Santa Chiara, in quanto si sentirebbe un pianto strozzato molto spettrale. Questa figura diafana e trasparente avanzerebbe lentamente lungo i viali, le mura e il chiostro a capo chino, concedendosi una sosta di tanto in tanto sollevando lo guardando. La credenza sostiene che chiunque incrocia il suo terribile sguardo, questo è colpito a morte certa, questo perché il suo spirito è in collera per coloro che l’hanno brutalmente uccisa.
Altri sostengono l’ipotesi che la figura che appare nel monastero sia il fantasma di Sancha di Maiorca, tutrice di Giovanna I e moglie di re Roberto d’Angiò, che i suoi resti riposano in Santa Chiara, su espresso desiderio di ritirarsi a vita spirituale.
Una cosa è certa: anche se il suo fantasma vaga ancora senza pace, Giovanna I D’Angiò è stata la prima regina del Sud a tutti gli effetti che ha sfidato le convenzioni sociali e politiche medioevali.

