L’eremita del Vesuvio, la storia di Napoli tra Sacro e Profano

Arte e Cultura
Articolo di , 14 Nov 2020

 

Forte di un patrimonio culturale inestimabile, la Campania continua ad affascinare ed incuriosire milioni di persone provenienti da tutto il mondo attraverso la sua meravigliosa tradizione e le emozioni uniche che sa offrire. La storia di Napoli e della regione a cui fa da capoluogo ha radici antichissime; arrivando a diventare oggetto di numerosi scritti da parte di alcuni dei più grandi autori della Letteratura Classica. Napoli, del resto, è stata, per lungo tempo, un punto di scambio nevralgico per intellettuali italiani ed europei. Nel corso dei secoli, comunque, la città ha arricchito le sue sfaccettature, attraverso la poliedricità che caratterizza i suoi aspetti fondamentali. Da centro del commercio a sede del Sapere Universale, tutto ciò che accadeva a Napoli, avveniva al cospetto del Vesuvio.

 

Elegante, misterioso e gigantesco, il Vesuvio si erge sì come guardiano della sua città, baciandola con il suo riflesso nel Golfo. Il vulcano rappresenta un’icona della cultura napoletana, vedendosi protagonista di una moltitudine di miti e leggende dalle fattispecie interessanti. La magia che circonda il Vesuvio, non solo contribuisce al suo status di simbolo di Napoli nel mondo, ma soprattutto, lo rende oggetto dell’ammirazione di artisti e poeti che, nel corso degli anni, hanno dedicato interi capolavori alla sua maestosità. Il Vesuvio fa da scenario ad alcune delle gemme più preziose della Narrativa. Tra le più evocative, figura sicuramente quella dell’Eremita che, secondo la leggenda, vi abitava.

La storia dell’Eremita del Vesuvio

Quella dell’Eremita del Vesuvio è una leggenda ricorrente negli scritti di alcuni dei più grandi autori del XIX Secolo. Secondo le storie sorte su questa misteriosa figura, a metà tra Sacro e Profano, sarebbero state innumerevoli le testimonianze di personalità di lustro dell’élite europea che avrebbero avvistato l’Eremita alle sommità del vulcano che domina Napoli. Il mito più diffuso sull’Eremita del Vesuvio si intreccia con una delle più belle leggende sulla nascita del Lacrima Christi, celebre vino prodotto nei paesi vesuviani.  La storia che vede come protagonista l’Eremita del Vesuvio, racconta del suo animo umile e della sua volontà di ristorare i pellegrini che giungevano sulla cima del Vulcano con del buon vino. Secondo la leggenda, un giorno Satana tentò l’eremita, ubriacandolo con il vino che egli stesso produceva e inebriandolo attraverso lussuriose visioni.

 

Quando l’uomo fu sul punto di cedere, Dio intervenne scatenando un terribile uragano, mettendo in fuga il Demonio. La forte pioggia annacquò il vino, ma quando l’eremita fece per assaggiarlo dopo la tremenda tempesta, il sapore gli sembrò squisito; molto più di quanto non fosse già. Si dice che l’eremita avesse visto, quello, come un intervento divino e che, a quel punto, avesse compreso che la violenta perturbazione fosse scaturita dal pianto del Signore per il comportamento deplorevole a cui la perdizione lo aveva spinto.

Racconti e testimonianze dell’eremita 

Sul conto dell’Eremita del Vesuvio, abitante dell’eremo del Santissimo Salvatore, sorsero opinioni contrastanti, ad opera di diversi autori storici. La prima a parlarne bene fu Madame De Stael che lo citò nel romanzo intitolato Corinna. Nel testo, l’autrice narra del suo incontro con l’anacoreta vesuviano durante la sua ascesa del Vulcano del 1805. Nell’opera si legge: “Un Romito abita colà sui confini della vita e della morte. Un albero, l’ultimo addio della vegetazione, è innanzi alla sua porta”. Sembrerebbe che i pellegrini fossero soliti rifugiarsi nei pressi della dimora dell’Eremita del Vesuvio per sfuggire alle insidie oscure del cratere. Nell’attesa, si dice che l’Eremita fosse solito servire pane, formaggio, minestre e vino ai viandanti.

 

Se Madame De Stael tessé le vicende di una figura singolare sì, ma particolarmente cordiale, Stendhal narrò dell’Eremita mostrandolo come una sorta di bandito; pronto ad approfittare dello stremo dei suoi ospiti, lucrando sulle pietanze, tra l’altro immangiabili, che usava servirgli. Il mito degli Eremiti del Vesuvio e dell’Eremo del Salvatore, tramontò col progresso della scienza e della civilizzazione; ciò nonostante, le vicende del Romito hanno ispirato diversi intellettuali e, comunque, continuano ad appassionare coloro i quali decidano di addentrarsi negli avvincenti e misteriosi meandri della meravigliosa tradizione napoletana. Sebbene non sia dato sapere quale fosse la vera natura delle intenzioni dell’Eremita del Vesuvio, la sua storia risulta ancora essere particolarmente affascinante, poiché testimonianza preziosa dei miti di Napoli Antica.

 

Photocredits: Greg Willis from Denver, CO, usa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti consigliamo anche

Links utili

Visitare Napoli in 3 giorni

Tre giorni a Napoli consentono di visitarne i monumenti principali e di assaporare una...

Visitare Napoli in 2 giorni

In due giorni a Napoli si ha il tempo sufficiente per visitare i monumenti...

Visite guidate a Napoli

Napoli è una città ricca di storia e arte che offre tanti di siti...

Locali a Napoli

Sono tanti i locali a Napoli dove poter trascorrere le serate e divertirsi tra...

Mercatini a Napoli

Sono tanti mercatini a Napoli dove fare shopping e trovare capi a basso prezzo!...

Dove dormire a Napoli

Da qualche anno a questa parte l’offerta turistica per il pernottamento a Napoli si...

Dove mangiare a Napoli

Napoli è una città che offre una molteplicità di soluzioni diverse per mangiare, per...

Cosa fare a Napoli

Napoli è la città del mare, del Vesuvio, e della pizza, e c’è tanto...

Napoli di notte

Napoli è ricca di luoghi in cui poter trascorrere le serate dal centro storico,...

Cosa vedere a Napoli

Napoli città d’arte. La città offre una molteplicità di siti monumentali, aree verdi, scorci...