Le biblioteche napoletane come luogo di scambio umano e culturale

Serena Vagnoni
Le biblioteche napoletane come luogo di scambio umano e culturale
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Universitari a rapporto!

Oggi vi chiamiamo in causa per parlare di un argomento che accomuna tutti quelli che per studio o per ricerca non possono fare a meno di alcuni luoghi della nostra città: le biblioteche.

Quante ora avete trascorso in una biblioteca durante la vostra carriera universitaria? E di queste ore, quante ne avete impiegate realmente a studiare e quante invece a chiacchierare? Tranquilli, non è un rimprovero! Al contrario, le biblioteche di Napoli, per me che le ho frequentate parecchio in cinque anni di università, si sono rivelate un importante luogo di socializzazione, ed è lì che ho trascorso alcuni dei periodi più belli della mia formazione.

Ho conosciuto tantissime persone, ho chiacchierato fino a chiusura, ho preso alle macchinette i caffè peggiori della mia vita e ho visto nascere l’amore. Eh sì, perché la vita in biblioteca è anche questo. Studi allo stesso tavolo di lui/lei, e tra una pagina e l’altra ti ritrovi ad aver fatto amicizia senza neanche rendertene conto.

Napoli è una città molto grande e le biblioteche che offre sono veramente numerose. Noi abbiamo selezionato quelle più frequentate, che oltre ad essere centri di cultura fondamentali, sono divenute nel tempo veri e propri punti di ritrovo per i ragazzi di Napoli.

Biblioteca Nazionale

La Biblioteca Nazionale è la più importante biblioteca di Napoli poiché custodisce un patrimonio storico e culturale inestimabile. La sua fondazione risale alle fine del XVIII secolo e si lega all’acquisizione delle prime raccolte librarie della Reggia di Capodimonte; la sua prima apertura al pubblico, invece, avviene nel 1804 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone.

Da allora ne sono passati di studenti, appassionati e ricercatori che hanno cambiato poco alla volta la loro fisionomia e hanno visto crescere e cambiare anche il preziosissimo patrimonio librario della biblioteca, soprattutto in seguito all’aggiunta dei fondi provenienti dalla soppressione degli ordini religiosi e dalle biblioteche private. Oggi la Biblioteca Nazionale sorge all’interno di Palazzo Reale, in uno dei luoghi più belli di Napoli, e vanta un capitale culturale vastissimo, fatto di collezioni librarie, documenti rari, manoscritti antichi e raccolte preziose.

Il complesso bibliotecario è suddiviso in più sezioni, ognuna delle quali è deputata ad un diverso scopo. La sezione destinata alla consultazione ospita ogni giorno tantissimi studenti, i quali, a furia di incontrarsi nello stesso posto, hanno creato una vera e propria comitiva di studio. Difatti, chi l’ha provato sa che studiare in biblioteca ha un altro sapore, perché significa non solo avere la possibilità di fare ricerca e usufruire di libri spesso introvabili, ma anche di conoscere persone nuove che condividono il tuo stesso percorso e ti aiutano a renderlo più leggero.

Uno dei momenti migliori di quando si studia in biblioteca è quello del pranzo poiché dopo l’impegno mattutino si può finalmente stare tutti insieme. Chi si porta un panino, chi un primo piatto cucinato dalla mamma (la mamma è sempre la mamma!), chi scende a comprare un pasto caldo o una pizzetta nei dintorni. Fatto questo, ci si ritrova tutti a mangiare in cortile, ed è così che poco alla volta si creano i rapporti più duraturi e si coltivano quelle abitudini che hanno trasformato questo luogo in un punto di riferimento unico per la città di Napoli.

La Biblioteca Nazionale, oltre ad essere un luogo storico, vanta anche un giardino bellissimo e si affaccia su un panorama altrettanto incantevole che rende ancora più piacevoli le ore di studio. Le sezioni in cui è suddiviso l’intero complesso sono numerose e ognuna di esse prevede un orario di apertura e chiusura differente che si può consultare comodamente dal sito.

Brau

La Brau è la biblioteca di area umanistica più amata dagli universitari poiché sorge a Piazza Bellini, ossia nel punto di ritrovo per eccellenza della gioventù napoletana. La sua struttura fa parte del complesso di Sant’Antoniello e comprende i due edifici di Palazzo Conca e Sant’Antoniello, entrambi risalenti al periodo che si colloca tra la fine del Quattrocento l’inizio del Cinquecento.

Chi frequenta la Brau sa che le aule di Palazzo Conca sono più raccolte e garantiscono, forse, un silenzio maggiore. Tuttavia, chi ne vuole usufruire per studiare deve controllare di volta in volta gli orari di chiusura, poiché questi variano in base al giorno e al piano. Nell’altro palazzo, invece, ci sono tavoli grandi e comunitari che permettono di studiare tutti insieme facendosi posto a vicenda. Ovviamente anche qui c’è silenzio, perché siamo pur sempre in una biblioteca, ma forse da questa parte fare amicizia è più facile perché, condividendo ogni giorno lo stesso tavolo, diventa naturale condividere anche tante altre cose.

Il cortile della Brau è il luogo in cui ci si intrattiene più a lungo prima di riprendere a studiare. Il pretesto per scendere è sempre lo stesso: la Pausa caffè. Gli studenti della Brau, però, si trattano bene perché non bevono il semplice caffè delle macchinette ma scendono in piazza dove hanno una scelta di bar molto più ampia. Proprio alla fine delle scale della biblioteca, infatti, c’è il Nea, un luogo che trasforma la pausa caffè in una piacevole sosta in una galleria d’arte contemporanea. Tutto al Nea è cultura, persino i menù che sono inseriti all’interno di libri e possono essere letti liberamente da chi vuole. Nel bel mezzo della piazza ci sono anche il Bar Arabo e l’Intra Moenia che rappresentano altri due importanti luoghi di incontro.

Andare a studiare in Brau è uno status per i giovani universitari, e ciò comporta che nei periodi d’esame entrare diventa una lotta. I posti sono limitati e le richieste numerosissime, ragion per cui se siete studenti di altre facoltà vi consigliamo di presentarvi molto presto, in quanto da metà mattinata diventa difficile entrare. Per gli iscritti ai corsi di laurea afferenti al Dipartimento di Studi Umanistici, invece,  il discorso è diverso perché per loro ci sono posti riservati, ai quali si può accedere esibendo il tesserino della Biblioteca. Per il rilascio del tesserino vi invitiamo a chiedere informazioni sul posto o a cercarle direttamente sul sito.

Biblioteca Universitaria (BUN)

La Biblioteca Universitaria è una biblioteca pubblica statale inaugurata per la prima volta nel lontano 1615 e divenuta nel tempo un centro di cultura importantissimo. Essa ospita collezioni di tipo scientifico, amministrativo  e umanistico di estremo valore, tra le quali sono da annoverare la Collezione Dantesca, che vanta ben 470 opere, il Legato Imbriani, che comprende un’edizione del Decameron e il Legato Viti, che contiene l’edizione giuntina delle Istorie Fiorentine di Machiavelli. Questi sono soltanto alcuni dei fondi più preziosi posseduti dalla biblioteca.

La struttura è suddivisa in diverse sezioni destinate alla distribuzione e alla consultazione. Le sale di consultazione sono divise a loro volta in tre aree, denominate rispettivamente sala lettura, sala periodici e sala fondi rari. Quest’ultima, data l’estremo pregio del materiale a disposizione, è accessibile solo ai maggiorenni provvisti di un opportuno documento di riconoscimento.

Come in tutte le biblioteche di Napoli anche qui si sono formate nel tempo comitive di studenti, che da semplici colleghi universitari sono diventati amici inseparabili. Il bello di questo posto è che la struttura si trova a due passi dal cortile di San Marcellino e permette, perciò, di concedersi un po’ di relax in un posto molto frequentato dai giovani. Il cortile, infatti, è sempre invaso di studenti che tra una lezione e l’altra si intrattengono a chiacchierare, a prendere il sole e a bere un caffè.

Biblioteca Molajoli

La biblioteca di storia dell’arte Bruno Molajoli sorge all’interno di Castel Sant’Elmo ed offre una vista su Napoli così bella da rendere difficile la concentrazione, soprattutto nelle calde giornate estive! La bellezza del luogo però non è il suo unico pregio, in quanto il polo culturale possiede un ricco materiale librario ad indirizzo artistico, che non ha pari in tutta la città. La sua fondazione risale al 1993 e si deve alla fusione della biblioteca d’istituto della Soprintendenza per i beni artistici e storci di Napoli con quella del Museo Nazionale di San Martino.

Il materiale della biblioteca è diviso per argomenti e comprende un’ampia sezione dedicata esclusivamente all’arte napoletana. La sala di consultazione è abbastanza piccola poiché ospita solo venti posti ed offre due postazioni per il pc. Ad ogni modo, andare a studiare in questo in questo luogo significa avere l’opportunità di premiarsi dopo tutti gli sforzi fatti durante il giorno, poiché osservare il panorama incredibile che si vede dal terrazzo ripaga di ogni fatica. Per questo motivo consigliamo a tutti di andarci, tendendo conto però che la biblioteca è aperta solo per mezza giornata. Gli orari, infatti, sono i seguenti: lun-ven dalle 08:00 alle 14:00.

Biblioteca San Luigi

La biblioteca San Luigi, afferente alla facoltà di Teologia, appartiene al Collegium Professorum della Compagnia del Gesù di Villa San Luigi. Il complesso si trova a via Petrarca e rappresenta il luogo ideale per trovare la giusta concentrazione e affrontare un’intensa giornata di studio. Le sale di consultazione aperte al pubblico sono tre, e gli orari prevedono turni settimanali dalle 9:30 alle 18:30, fatta eccezione per il venerdì in cui la chiusura avviene un’ora prima.

Il patrimonio librario conservato in questa biblioteca conta circa centomila volumi, i quali sono distribuiti nelle diverse sezione del complesso.

 

Tutte le biblioteche di cui abbiamo parlato sinora organizzano periodicamente degli eventi interessanti che rafforzano ulteriormente il legame tra cultura e svago.



Comments to Le biblioteche napoletane come luogo di scambio umano e culturale

  • E per i bimbi????ce ne bisogno!!!!!

    Johanna 6 ottobre 2016 23:50 Rispondi

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