Napoli ritrova il Parco Re Ladislao dopo anni di incuria: un giardino segreto nel cuore della città

Napoli, riaperto il Parco Re Ladislao dopo anni di incuria e abbandono: un giardino storico "segreto" di 4.500 metri quadri nel cuore della città.

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Articolo di , 07 Nov 2023
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Foto comune di Napoli

Napoli, è tornato fruibile alla città, dopo gli interventi di riqualificazione, il parco Re Ladislao alle spalle della chiesa di San Giovanni a Carbonara. Un giardino storico che mantiene inalterata l’originaria vocazione: un luogo di contemplazione che i frati dell’antico monastero usavano per coltivare piante ed alberi a scopi alimentari e medicinali.

Napoli, riaperto il Parco “Re Ladislao”

Il Parco Re Ladislao è stato restituito alla città di Napoli dopo anni di incuria e abbandono. L’ampio giardino “segreto“, che consta di 4.500 metri quadri, è stato inaugurato lo scorso 6 novembre alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, dell’assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada e della presidente della IV Municipalità Maria Caniglia.

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I due ingressi di via cardinale Seripando e Vicolo Primo Pontenuovo resteranno aperti tutti i giorni dalle 7.00 alle 18.00.

Il Parco “Re Ladislao”, un giardino segreto nel cuore di Napoli

Il giardino è un esempio emblematico di hortus conclusus, giardino medievale recintato, in questo caso da alte mura, tipico dei monasteri e dei conventi. Il giardino, di pianta geometrica, univa finalità estetico-contemplative a esigenze pratiche e produttive: si tratta di un giardino storico creato ad uso e consumo dei frati dell’antico monastero che vi coltivavano essenzialmente piante e alberi per scopi alimentari e medicinali. La giacitura pianeggiante, la presenza di una abbondante disponibilità di acqua di irrigazione su tutta la superficie e la fertilità del terreno sono ambiente ottimale per questo parco che è uno scrigno di biodiversità mediterranea e conserva ancora tracce della antica funzione di hortus conclusus con il giardino dei semplici, adibito alla coltivazione di erbe officinali ed aromatiche usate dagli speziali del monastero e alberi da frutto principalmente agrumi allo scopo sia alimentare che per creare un ambiente contemplativo.

Tra i numerosi alberi da frutto presenti troviamo: aranci, limoni, mandarini, pompelmi, olivi, fichi, peschi, peri, kaki, nespoli. Gli arbusti, le specie erbacee e le piante rampicanti presenti sono: alloro, pittosporo, oleandro, mirto, rosa, yucca, cycas, biancospino, vite americana, glicine, Buganville. Inoltre, in questo parco insiste una particolare varietà di specie di palme tra cui Washingtonia, Phenix Canariensis, Trachycarpus e Chamaerops nonché un esemplare di Cedrus libani. Il prato presente sulle grandi aiuole è prato polifita presumibilmente spontaneo.

Gli interventi di riqualificazione

L’intervento ha riguardato il rifacimento della pavimentazione dei vialetti, l’irreggimentazione delle acque meteoriche, il ripristino dei muretti in tufo a vista e dei cordoli in tufo. È stato realizzato un nuovo impianto di adduzione idrica. Nell’area sono state collocate delle panchine allo scopo di favorire la socializzazione e il relax dei fruitori. Per quanto riguarda alberi, piante ed essenze, si è provveduto agli abbattimenti, alle potature e alla rimozione di ceppaie, nonché al reimpianto di alberature e arbusti. È stata realizzata l’integrazione, in corrispondenza dei vuoti lasciati dagli alberi rimossi, del numero di alberature e di piante arbustive a prevalente fioritura colorata e nuove piantumazioni di essenze odorose e aromatiche tra le più significative della vegetazione mediterranea. È stato, infine, predisposto un impianto di videosorveglianza in corrispondenza dei varchi-

Molto soddisfatto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “È stato recuperato uno spazio verde molto importante perché si tratta di un parco storico della città con un valore architettonico di grande rilievo in un luogo molto significativo vicino alla Chiesa di San Giovanni a Carbonara. È solo il primo passo per il pieno recupero di tutta questa insula perché ci sarà anche a brevissimo il recupero del vecchio convento abbandonato da molte decine di anni e che il Demanio, grazie ad una forte sinergia con il Comune ha avviato a recupero e che verrà riaperto con degli usi temporanei a partire dal 2024. Questo consentirà di valorizzare ancora di più questo parco che ha la necessità di essere molto vissuto per evitare i fenomeni di degrado degli anni precedenti. Noi stiamo preparando insieme all’Assessore al verde ed al servizio Parchi e Giardini un piano di manutenzione che ci consentirà la gestione di tutti i parchi che verrà realizzato in parte con personale comunale ed in parte con personale esterno“.

L’assessore al verde, Santagada, ha raccontato i progetti per il futuro di questo luogo: “Per il Parco di Re Ladislao abbiamo un piano di manutenzione settimanale che prevede non solo la pulizia del parco ma anche la manutenzione e, laddove necessarie, anche le potature. Per aperture e chiusure abbiamo già un servizio programmato da parte di Napoli Servizi e un custode all’interno del parco che sarà aperto dalle 7 alle 18 ma con un orario flessibile che possiamo anche cambiare a seconda delle esigenze e della stagionalità. Si tratta di un recupero davvero importante che ridona questo parco a un’area importante della città da un punto di vista storico. Lo abbiamo fatto grazie a un finanziamento della Città Metropolitana con dei vincoli importanti da parte della Soprintendenza che abbiamo totalmente rispettato lasciando il battuto di tufo originale e mantenendo e recuperando la struttura che abbiamo trovato nel rispetto anche di quella che è la storia importantissima di questo parco”.

 

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