Le basiliche paleocristiane di Cimitile

Arte e Cultura
Articolo di , 28 Dic 2020

 

Visitare un sito archeologico ci permette di fare un tuffo nel passato e vivere un’esperienza che va al di là della semplice passeggiata tra le rovine. Visitare un sito archeologico vuol dire camminare attraverso i secoli e riportare alla vita un tempo ormai andato. Questa è la magia di cui si fa esperienza, visitando il complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile.

Storia

Uno tra gli esempi europei di arte paleocristiana meglio conservati, questo complesso, stipato nell’entroterra napoleano, sorge su un’antica necropoli romana, il coemeterium nolanum. Tutti gli edifici conservano ancora oggi mosaici, affreschi e decorazioni. La trasformazione da necropoli pagana a luogo di culto cristiano è legata alla figura di San Felice. Questo prete di origini orientali, amministrò la chiesa locale in un periodo di scontri, in assenza del vescovo che si era, temporaneamente, rifugiato sulle montagne. Alla morte del vescovo, San Felice rifiutò di assumerne la carica, preferendo ad essa una vita di ascesi e privazioni. Con l’edificazione della sua tomba nel luogo dove sorgeva l’antica necropoli romana, questo luogo di culto pagano si trasformò in un luogo di culto cristiano. 

L’epoca d’oro del complesso monumentale fu sancita dall’arrivo di Merozio Ponzio Anicio Paolino. Divenuto in seguito San Paolino, egli fece di questo luogo uno dei principali centri della cristianità. Devoto a San Felice, Paolino fece costruire una basilica ed alcuni alloggi per i pellegrini. Da allora questo complesso ha cominciato ad attirare fedeli, divenendo uno dei santuari più antichi della cristianità.

Struttura

Il complesso si compone di sette edifici di culto più un antiquarium che funge da museo.

  1. L’Antiquarium racconta oggi la struttura del complesso raccogliendo importanti reperti di epoca romana, paleocristiana e cristiana.
  2. Cappella S.Maria degli Angeli, costruita intorno al XVI secolo, prese il posto di un edificio residenziale. La cappella contava due ambienti, di cui ne resta attualmente solo uno e su una delle sue pareti è ancora possibile ammirare un affresco raffigurante la Vergine con bambino e due angeli.
  3. Basilica di Santo Stefano, costruita intorno al VI secolo, è difficile ricostruire la storia di questo edificio, che subì due crolli nel Settecento, prima di essere poi ricostruito. La facciata conta tre porte. Quella centrale è sormontata da un dipinto raffigurante la Madonna del Carmelo. All’interno presso l’altare vi sono invece strati di più dipinti sovrapposti.
  4. Basilica di San Tommaso, costruita tra il VI ed il VII secolo sul terreno depositato dall’alluvione e recentemente restaurata, è attualmente adibita ad auditorium. Questa basilica nasce come luogo di sepoltura, infatti sono state rinvenute delle tombe. Tutti gli oggetti trovati nelle tombe sono attualmente conservati nell’Antiquarium. Sulla parete destra troviamo un’epigrafe marmorea e nei pressi dell’abside vi è un dipinto raffigurante otto figure, probabilmente databile alla fine dell’Ottocento.
  5. Basilica di San Felice o Vetus che rappresenta il cuore di tutto il complesso archeologico e museale, dal momento che fu costruita sulla tomba del santo protettore. Questo è l’edificio che più di tutti ha subito modifiche ed ampliamenti nel corso dei secoli. Le sue origini sono da datare intorno al III secolo, quando San Felice venne sepolto in una tomba fatta di mattoni rossi, ancora visibile. Nel IV secolo, la costruzione di un abside a Nord ed un ingresso a Sud, trasformarono l’edificio in un vero e proprio ambiente di culto. Successivamente, San Paolino fece ampliare e recintare la tomba del santo. Alla sua morte l’area venne ampliata per contenere anche la sua tomba e quella della moglie Terasia. La basilica divenne luogo di sepoltura per i vescovi che succedettero San Paolino. Nel Medioevo la basilica venne ampliata e decorata con pitture ed affreschi che è possibile ammirare ancora oggi insieme ai mosaici che decorano l’edicola funeraria. Ulteriori modifiche seguirono nel Settecento per rimediare ai danni causati dall’eruzione del Vesuvio nel 1631.
  6. Cappella di San Calonio, consacrata a questo santo, venerato a Cimitile, in seguito alla ricostruzione che ha interessato l’edificio nel corso del IX secolo.
  7. Basilica Nova San Giovanni, costruita tra il 401 e il 403 per accogliere i numerosi pellegrini, sono poche le decorazioni ancora ben conservate nell’edificio. Uscendo alla sinistra della basilica si apre uno spazio che può essere identificato come un battistero.
  8. Cappella dei Santi Martiri, sorta dalla trasformazione di un mausoleo funerario, comprende vari ambienti, decorati con affreschi che risalgono al III secolo e ritraggono Adamo ed Eva, Giona che viene gettato in mare ed alcune scene della Passione di Cristo. Nella cappella si conserva ancora un’epigrafe marmorea che narra due miracoli di San Felice. Il primo miracolo narra dell’immersione da parte di una pellegrina di una corona di rosario nella vasca in cui ribolliva il sangue dei Santi Martiri. Una goccia di sangue caduta dalla corona incavò un marmo nei pressi dell’ingresso. Il secondo miracolo narra di quando San Felice fuggì dai suoi persecutori e riuscì a nascondersi alla loro vista grazie alla copertura di una ragnatela.

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