L'”Ammuina” a Napoli: l’origine e la storia misteriosa di questa parola

Sapevate che l'origine del termine ammuina ha una storia misteriosa collegata alla Marina Militare?

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 07 Dic 2023
1953

Qualsiasi napoletano conosce il termine Ammuina. Lo si incontra facendo i primi passi da bambini, quando si gioca in maniera rumorosa e fastidiosa. Lo si incontra soprattutto a scuola, quando magari alle medie, i bambini che si approssimano a diventare adolescenti, in cerca di approvazione e alla ricerca della propria identità, urlano, si fanno sentire e fanno baccano. Ma l’ammuina non è certo solo cosa da bambini. Anzi, tutta la quanta la vita adulta, soprattutto napoletana, è scandita da tanta, tantissima ammuina.

La parola ammuina

Come i napoletani sapranno già benissimo, l’ammuina è il caos, la baraonda, il complesso di suoni, azioni e comportamenti quanto più suscettibili di portare scompiglio e agitazione. L’ammuina ha diverse declinazioni, può anche avere una interpretazione politica. In questo senso l’ammuina è interpretabile come non solo il tumulto ma anche solo l’agitazione sindacale. È creare caos con lo scopo precipuo di farlo. E questa interpretazione non è nata solo spontaneamente, ma a che vedere anche con la genesi della parola stessa, che però ha una storia misteriosa e conta probabilmente alcuni falsi storici.

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L’origine del termine

Facite ammuina. Questa espressione, secondo alcune fonti sarebbe stata ricondotta, testualmente, ad un comando inserito in nel Regolamento da impiegare a bordo dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie del 1841.
Tale tesi, però, non è stata avvalorata dai linguisti dal momento che tale Regolamento ad un’analisi attenta risulta redatto in lingua italiana e promulgato nel 1818.

Questi elementi ci fanno pensare che questa origine della parola sia un falso storico, che reciterebbe così.

Versione napoletana

«All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa
e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:
chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:
tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa
e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio
passann’ tutti p’o stesso pertuso:
chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”.
N.B.: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno.»

Versione italiana

«All’ordine Facite Ammuina, tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa
e quelli a poppa vadano a prua;
quelli a dritta vadano a sinistra
e quelli a sinistra vadano a dritta;
tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte,
e quelli sul ponte scendano sottocoperta,
passando tutti per lo stesso boccaporto;
chi non ha niente da fare, si dia da fare qua e là.»

L’origine appare comunque essere collegata all’ambiente militare e proprio della Regia Marina italiana. Secondo alcune fonti è da ricondurre ad un ufficiale napoletano della Marina, tale Federico Cafiero (1807 – 1888), il quale fu sorpreso a dormire in servizio a bordo, assieme all’equipaggio. E per il vilipendio alla funzione che svolgeva fu arrestato per indisciplina da un ammiraglio.
Una volta libero, l’ufficiale, ben pensò non di evitare di addormentarsi in servizio, ma di istruire la sua ciurma ad avvisarlo tempestivamente in caso di controlli. Di conseguenza, secondo tale tesi, avrebbe istruito i suoi sottoposti proprio di fare ammuina (ossia fare appositamente quanta più confusione possibile). Questo avrebbe aiutato la squadra ad ottenere due risultati. Mostrare l’operosità dell’equipaggio e quindi riscattarlo dall’infelice nomea di marinai fannulloni e svegliare anche l’ufficiale qualora fosse intervenuto di nuovo un controllo.

Peraltro troviamo anno serata l’espressione anche nella 7ª edizione (a pag. 7) della Guida pratica per i giovani ufficiali dell’Accademia Navale. Un signor vanto per noi napoletani, forse.

Fatta la legge, trovato l’inganno direbbe qualcuno. Ma è pur vero che un po’ di furbizia non guasta mai.

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