Il Teatro San Ferdinando: la creatura di Eduardo De Filippo
Tempio della drammaturgia napoletana e regno di Eduardo De Filippo: il Teatro San Ferdinando è un pezzo della storia di Napoli.

Il Teatro San Ferdinando è noto alla memoria dei napoletani per essere stato il palcoscenico principale del n. 1 del teatro napoletano, italiano e mondiale Eduardo De Filippo.
La costruzione del teatro San Ferdinando
La sua costruzione risale, però, alla fine del ‘700, nella zona di Ponte Nuovo, precisamente al 1791 per opera del progetto e disegno dell’architetto Camillo Leonti.
La prima messa in scena fu un’opera chiamata “Il falegname” di Domenico Cimarosa – autore da cui prende il nome l’omonima via che porta al Vomero, ndr -. Ebbe una storia un po’ travagliata e dopo poco tempo il teatro fu relegato a spettacoli di compagnie minori.
Accolse i successi di Eduardo Scarpetta intorno alla fine del 1800, ma non riuscì mai a decollare.
La prima nuova vita del Teatro San Ferdinando (1954)
La svolta accadde il 25 Febbraio del 1948, quando l’impresario Giuseppe Golia decise di venderlo. E a comprarlo fu proprio Eduardo De Filippo. Già noto e famoso al tempo, consacrato già da numerosi successi, acquistò il teatro investendo tutti i suoi risparmi guadagnati attraverso anni di teatro e indebitandosi anche con le banche.
Furono sufficienti 7 anni di lavoro per rimettere completamente a nuovo il teatro ed aprirlo al pubblico il 22 Gennaio del 1954.
L’inaugurazione ospitò “Palummella zompa e vola” di Antonio Petito. Seguirono, nel cartellone degli spettacoli, i mostri sacri del teatro napoletano del tempo: “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta, “Addio mia bella Napoli” di Ernesto Murolo, spettacoli notissimi al pubblico di Salvatore di Giacomo e Raffaele Viviani ed ovviamente il suo asso nella manica: “Natale in casa Cupiello“.
Dopo anni di successi, visse un momento di abbandono negli anni ’80, venendo relegato a deposito e magazzino di memorie e ricordi teatrali. Probabilmente la malattia e la morte del Maestro De Filippo, avvenuta nel 1984, contribuì all’abbandono del teatro.
La seconda nuova vita del Teatro San Ferdinando (2007)
Nel 1996 Luca De Filippo lo donò al Comune di Napoli, al fine di donargli nuova vita. E, sebbene il Comune non abbia spiccato in celerità come Eduardo fece nel 1948, si dimostrò comunque adempiente e responsabile riaprendolo al pubblico nel 2007, dopo anni di restauri. La prima opera in cartellone fu “La tempesta di Shakespeare” ovviamente nella versione eduardiana, in napoletano.
La toponomastica
Il teatro si trova nei pressi di Piazza Carlo III, nella piazza che era nota come Piazza San Ferdinando ma che, di recente, ha cambiato nome in Piazza Eduardo De Filippo. Tutto intorno alla piazza, nelle vie e nei vicoletti, i napoletani più navigati noteranno che tutta la toponomastica della zona è cambiata. Troveremo, ad esempio, Via Titina De Filippo e Via Peppino De Filippo. Di nuovo insieme e vicini, come a volte non riuscirono ad essere, per divergenze caratteriali.
Il teatro oggi
Oggigiorno il teatro aperto ed è sempre ricco di spettacoli nuovi ed interessanti. Cionondimeno resta ancora vivissima la memoria dell’esperienza eduardiana, tanto negli spettacoli, quanto nell’interno del teatro. A questo proposito, l’interno dello stabile è visitabile, proprio come un museo, a prescindere che si voglia vedere uno spettacolo o meno, con delle visite guidate.
Il foyer ospita permanentemente l’esposizione dedicata ad Eduardo e ai capisaldi del teatro napoletano. Nelle teche, un tempo utilizzate per la pubblicità e per la propaganda, oggi è possibile ammirare i cimeli dei grandi attori del passato e del presente: la bombetta di Totò, abiti di scena di Eduardo, Nino Taranto, Concetta Barra, Pupella Maggio.
Una delle attrazioni più interessanti è sicuramente il camerino di Eduardo De Filippo, con tutti gli oggetti di scena storici.

