Le meraviglie del Principe: la straordinaria vita del Sansevero tra mito e realtà

A Palazzo Sansevero viveva una delle menti più brillanti della metà del '700 e forse dell'intera storia della città partenopea: Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero

Arte e Cultura
Articolo di , 15 Feb 2022
9235

Immaginando di visitare la Napoli di metà settecento, durante il Gran Tour d’Europa – così come i giovani rampolli delle ricche e nobili famiglie europee – tra le strade e i vicoletti del
centro storico, in prossimità dell’attuale Piazza San Domenico, ci saremmo imbattuti nel Palazzo Sansevero. Qui dove viveva una delle menti più brillanti dell’epoca e, forse, dell’intera storia plurimillenaria della città partenopea: Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero.

Chi era il Principe di Sansevero

Avendo la fortuna di frequentare uno dei salotti nobiliari che animavano la città partenopea, ci saremmo potuti imbattere nel Principe: “È di corta statura, di gran capo, di bello e giovanile
aspetto; filosofo di spirito, molto dedito alle meccaniche, di amabilissimo e dolcissimo costume: studioso e ritirato; amante le conversazioni d’uomini di lettere. Se egli non avesse
il difetto di avere troppa fantasia, per cui è portato a vedere cose poco verosimili, potrebbe passare per uno dei perfetti filosofi”, così lo descriveva lo scrittore, filosofo ed economista
Antonio Genovesi.

Il Genovesi non esagerava considerata la poliedricità degli interessi del Sansevero, i molteplici esperimenti tentati, la capacità, quasi magica, di anticipare scoperte scientifiche che solo in seguito sarebbero state acclarate dalla Scienza “ufficiale”. Nato nel 1710 a Torremaggiore, in provincia di Foggia, dalla nobile schiatta dei Sanseverino, discendenti diretti dell’imperatore Carlo Magno, il Principe visse prima a Napoli, poi, a Roma, dove fu educato dai Gesuiti.

Presso la Compagnia di Gesù, dove dimorò fino al compimento dei 20 anni, don Raimondo acquisì un notevole bagaglio culturale che variava dalla filosofia, alla retorica, dalla logica,
alla matematica, dalla geometria, alle lingue (ne padroneggiava otto tra cui l’ebraico antico). Dopo la morte del nonno Paolo, ritornato a Napoli quale nuovo Principe di Sansevero, si
stabilì nel palazzo avito insieme alla cugina e moglie Carlotta Gaetani dell’Aquila d’Aragona.

A Napoli, l’intelligenza e la vasta cultura del Principe gli valsero i favori del Re Carlo III di Borbone, che lo ricoprì di cariche civili e militari; onori che il Sansevero si guadagnò sia per le numerose invenzioni avveniristiche di sua progettazione sia per il coraggio dimostrato, quale colonnello di un reggimento Reale, durante la battaglia di Velletri contro gli austriaci.
Tuttavia la vita di Corte non distrasse don Raimondo il quale continuò i suoi studi ampliandoli anche alla letteratura, alla astronomia, alla ingegneria, alla alchimia.
In particolare, lo studio dell’alchimia e dell’astronomia, unito ad una spasmodica ricerca dei segreti insiti nella Natura, la cui scoperta gli avrebbe dischiuso le porte della vera Conoscenza, spinsero il Principe ad entrare a far parte della Scuola Alchemica napoletana e, successivamente, della Confraternita dei Rosacroce.

In seguito, fu iniziato alla Massoneria divenendo, nel 1744, Maestro Venerabile della Loggia la Perfetta Unione e nel 1750 Gran Maestro della Massoneria napoletana.
Studiando e approfondendo le antiche conoscenze tramandate dalle confraternite, molte delle quali risalenti ai riti e alle pratiche utilizzate dai sacerdoti dell’Antico Egitto, il Principe
creò il Rito Egizio Tradizionale, riservato a pochi adepti.

Che meraviglia doveva essere lo Studio/laboratorio del Principe! Antiche pergamene, provette, alambicchi, forni e altri strumenti erano utilizzati per sperimentare e creare le
meraviglie, molte delle quali, ammiriamo ancora oggi. Tuttavia, la pace del Sansevero durò poco.

Nel 1751 il Papato, Pontefice Benedetto XIV, iniziò a perseguitare la Massoneria e i suoi adepti; Il Re Carlo III, a seguito della Bolla papale Providas Romanorum, fu costretto a
condannare la Massoneria cancellando le Logge dal Regno di Napoli. Don Raimondo, seppur combattuto e pronto a difendere strenuamente i principi e gli ideali a cui aveva votato la vita, per salvare la vita agli adepti della libera muratoria napoletana, fu costretto ad abiurare pubblicamente la sua appartenenza alla Massoneria e a consegnare i nomi degli appartenenti; il Re, dopo una dura reprimenda, graziò la vita dei massoni napoletani.

La Massoneria internazionale non accettò la violazione commessa dal Sansevero e lo espulse dalle sue fila.

L’episodio, unito alle invidie della Corte di Napoli, lese la fama del Principe il quale non trovò neanche il supporto del successore di Carlo III al trono di Napoli, Ferdinando IV.
Il di Sangro, amareggiato per l’affronto subito, abbandonati gli incarichi di Corte, poté continuare a coltivare i suoi studi e a dedicarsi alla ristrutturazione della Cappella di famiglia, un luogo in cui furono condensate moltissime conoscenze esoteriche del Principe, un vero e proprio testamento di pietra: La Cappella Sansevero.

La Cappella Sansevero

La Cappella sorse sulle vestigia di un antico tempio dedicato alla dea Iside, divinità venerata dagli egizi presenti nell’antica Neapolis; un luogo sacro in cui si avvertivano delle forti
vibrazioni create da un corso d‘acqua sotterraneo le cui acque riempivano la Vasca Sacra utilizzata per le purificazioni previste dal rituale egizio.

Ancora oggi, si dice che il luogo su cui si erge la Cappella contenga un “potere” il quale, potenziando le capacità extrasensoriali, potrebbe creare un ponte con il trascendente.
D’altronde chi può negare come il visitatore, varcato il portone d’ingresso della Cappella, non venga rapito dagli affreschi, dagli stucchi, dai colori e dagli ori che ornano questo gioiello
incastonato nel cuore di Napoli? Sembra quasi, agli occhi attenti degli osservatori che con rispetto si avvicinino all’opera del Principe, di essere presi per mano dal Sansevero e condotti, lungo un percorso ben preciso, innanzi le stupende statue il cui simbolismo richiama l’uomo alla virtù, spingendolo a ricercare la Verità.

Un cammino che conduce dapprima alla Pudicizia del Corradini, dove don Raimondo, con il velo marmoreo che ricopre il corpo perfetto di una donna, indica il sottile strato che divide
l’umanità dalla vera Conoscenza; un diaframma che separa la finitudine del mondo dalla immortalità delle idee.
Successivamente, il Disinganno del Quierolo, comunica come l’uomo debba liberarsi dalla rete, simbolo dei preconcetti e delle false verità umane, per giungere a conoscere le Verità
Superiori, simboleggiate dal Genio al suo fianco.

Infine, il Cristo velato del Sammartino: una statua che magicamente ci trasporta in cima al Golgota, nel momento in cui il Cristo venne deposto dalla Croce… la perfezione del corpo
disteso è superata solo dal magnifico sudario che ricopre l’Uomo; una realizzazione straordinaria, frutto, si narra, dell’ingegno del Principe, che lascia con il fiato sospeso
l’osservatore… il drappeggio marmoreo sembra in movimento, forse un preludio della futura Resurrezione.

La morte del Principe

Il Principe morì il 22 marzo 1771, probabilmente a causa delle conseguenze di un esperimento.
Intorno alla dipartita terrena del Sansevero fioccano molteplici leggende. Tuttavia, a noi piace immaginarlo ancora all’opera nel suo laboratorio segreto così come scrisse Salvatore di Giacomo: “Fiamme vaganti, luci infernali passavano dietro gli enormi finestroni che danno dal pianterreno, nel Vico Sansevero … scomparivano le fiamme, si rifaceva il buio, ed ecco, rumori sordi e prolungati suonavano là dentro: di volta in volta nel silenzio della notte, s’udiva come il tintinnio d’un incudine percossa da un martello pesante, o si scoteva e tremava il selciato del vicoletto come nel prossimo passeggio d’enormi carri invisibili”.

Buon Lavoro Principe!

Foto: Museo Sansevero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ti consigliamo anche

Vivere Napoli

Visitare Napoli in 3 giorni

Come visitare Napoli in 3 giorni? Tutto quello che c'è da fare e vedere...

Visitare Napoli in 2 giorni

In due giorni a Napoli si ha il tempo sufficiente per visitare i monumenti...

Visite guidate a Napoli

Napoli è una città ricca di storia e arte che offre tanti di siti...

Locali a Napoli

Sono tanti i locali a Napoli dove poter trascorrere le serate e divertirsi, tra...

Mercatini a Napoli

Sono tanti mercatini a Napoli dove fare shopping e trovare capi a basso prezzo!...

Dove dormire a Napoli

Da qualche anno a questa parte l’offerta turistica per il pernottamento a Napoli si...

Dove mangiare a Napoli

Napoli è una città che offre una molteplicità di soluzioni diverse per mangiare, per...

Cosa fare a Napoli

Napoli è la città del mare, del Vesuvio, e della pizza, e c’è tanto...

Napoli di notte

Napoli è ricca di luoghi in cui poter trascorrere le serate dal centro storico,...

Cosa vedere a Napoli

Napoli città d’arte. La città offre una molteplicità di siti monumentali, aree verdi, scorci...