Casa 50, il nuovo corso sul lungomare: Ciro Salvo e Alessandro Guglielmini siglano una cucina neotradizionale di esperienza e maturità campania-winecampania-wine
Casa 50, il nuovo corso sul lungomare: Ciro Salvo e Alessandro Guglielmini siglano una cucina neotradizionale di esperienza e maturità
S. Parisi

Casa 50, il nuovo corso sul lungomare: Ciro Salvo e Alessandro Guglielmini siglano una cucina neotradizionale di esperienza e maturità

Nuova apertura sul lungomare Caracciolo.

Taglio del nastro per Casa 50, risto-trattoria del gruppo 50 Kalò affacciato sul lungomare Caracciolo, che dà il via a una nuova stagione gastronomica nella nostra città affidando la cucina a Marco Fiore, giovane chef napoletano dal curriculum internazionale, chiamato a dialogare con una delle realtà più solide della ristorazione partenopea.

A imprimere la rotta è la visione del patron Alessandro Guglielmini, imprenditore che continua a costruire un progetto fondato sulla qualità, dalla tavola al calice, come dimostra anche il suo apprezzato rosso imbottigliato in proprio. Al suo pari, socio e amico da sempre, il maestro pizzaiolo Ciro Salvo, nome di riferimento della pizza contemporanea, condivide la stessa ricerca quasi maniacale della materia prima e del gusto essenziale. È dall’incontro fra queste sensibilità che nasce il nuovo capitolo di Casa 50, dopo le tre pizzerie (Napoli, Londra e Roma), il panino e un b&b. Classe 1993, Marco Fiore arriva dopo esperienze in cucine prestigiose come Il Comandante dell’hotel Romeo e Palazzo Petrucci, fino al ruolo di executive del gruppo internazionale IT. Un percorso che gli ha consegnato una tecnica rigorosa e uno sguardo cosmopolita, senza mai allontanarlo dalle radici mediterranee e partenopee.

Cuore pulsante del ristorante è la brace Josper a vista, autentico manifesto gastronomico attorno al quale ruota l’intero menu. Il fuoco diventa linguaggio, valorizzando ortaggi provenienti anche dall’orto urbano di Posillipo, pescato del Mediterraneo e carni selezionate, nel segno di una cucina pulita, riconoscibile e priva di superflui virtuosismi.

Partendo dalle pietanze storiche e popolari della nostra città e regione, menù e carte sanno proprio di “casa” (manco a dirlo). Amuse bouche di pizza in padellino o montanara, rivisitazione di marinara, alici marinate o peperoncini verdi alla brace. Gli antipasti raccontano il mare e la terra con equilibrio: dalla battuta di Fassona alle polpette alla brace, passando per il tonno rosso con caponatina siciliana e il carpaccio di ricciola, mentre non mancano i classici della casa, come parmigiana di melanzane e panzanella alla napoletana.
Tra i primi emerge la cifra dello chef con gli gnocchetti di patate ai frutti di mare e peperoncini verdi o il pacchero ai cinque pomodori, esercizio di apparente semplicità che celebra il grande patrimonio orticolo campano.

Chiudono il percorso dolci classici eseguiti con misura, come la brioche con gelato alla vaniglia e amarene Fabbri rifinita al tavolo.
L’esperienza può proseguire nel giardino mediterraneo, dove il cocktail bar accompagna aperitivi e dopocena con una drink list che alterna classici e signature o una selezione di vini, con attenzione alle etichette campane e agli Champagne.

© 2026 Grandenapoli.it – Riproduzione riservata – Questo contenuto originale è di Grandenapoli.it e pertanto protetto da copyright.
Whatsapp Canale Whatsapp Canale