“Vestire la Canzone”: a Napoli una mostra racconta Vincenzino Russo
“Vestire la Canzone”: a Napoli una mostra racconta Vincenzino Russo
A. Silvestri
16 Ott 2026 - 15:51
Foto dal comunicato

“Vestire la Canzone”: a Napoli una mostra racconta Vincenzino Russo

Dal 19 ottobre al 31 dicembre, negli spazi di Napulitanata davanti al MANN, un percorso tra copielle, spartiti storici e immagini d’epoca celebra i 150 anni dalla nascita dell’autore di “I’ te vurria vasà!” e “Maria, Mari!”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Le canzoni di Vincenzino Russo raccontano Napoli attraverso versi entrati nella memoria collettiva. Ma quelle stesse composizioni possono essere lette anche attraverso le immagini, gli abiti e i cambiamenti sociali dell’epoca in cui nacquero.

Da questa idea prende forma “Vestire la Canzone. Poesia, Iconografia e Costume nell’Opera di Vincenzino Russo”, la mostra documentaria che inaugura lunedì 19 ottobre alle 18:30 negli spazi di Napulitanata, proprio di fronte al MANN. L’esposizione nasce in occasione del 150° anniversario della nascita di Vincenzino Russo, autore tra i più importanti della canzone classica napoletana.

Da “I’ te vurria vasà!” a “Maria, Mari!”

Russo morì giovanissimo, a soli 28 anni, ma lasciò un repertorio destinato a superare il suo tempo. Tra i suoi brani più celebri figurano “I’ te vurria vasà!”, “Torna maggio” e “Maria, Mari!”, accanto a composizioni come Nun torna cchiù!, ’O core d’’e figliole, Serenata d’’e marenare, Palummella mia! e Vocca ’e curallo.

La mostra parte proprio dai suoi versi per raccontare anche la società napoletana tra Ottocento e primo Novecento.

Copielle e spartiti diventano documenti sulla Napoli dell’epoca

Il percorso espositivo si basa su una raccolta filologica di copielle e spartiti storici a stampa. L’esposizione si sviluppa su due livelli. Da una parte c’è la lettura letteraria e musicale delle canzoni di Russo; dall’altra quella iconografica e sociologica, che osserva gli abiti e le scene raffigurate sulle copertine delle pubblicazioni musicali.

Le illustrazioni diventano una fonte per leggere i cambiamenti della città: dai costumi tradizionali e dai mestieri popolari raccontati nell’opera Usi e Costumi di Napoli di De Bourcard fino all’eleganza urbana dei primi anni del Novecento, influenzata dalla moda internazionale e dall’affermazione dei Grandi Magazzini Mele.

La copiella diventa una testimonianza della moda, delle abitudini e delle trasformazioni sociali di Napoli.

La canzone napoletana raccontata alle nuove generazioni

Il progetto arriva in una fase in cui la Canzone Napoletana è al centro del percorso di candidatura a Patrimonio dell’Umanità. Per Mimmo Matania, presidente di Napulitanata, rileggere le opere di Vincenzino Russo attraverso poesia, musica e costume significa offrire alle nuove generazioni strumenti nuovi per avvicinarsi a un patrimonio ancora vivo.

La mostra è realizzata con il contributo della Regione Campania e con la collaborazione, tra gli altri, della cattedra di Musicologia dell’Università Federico II, della cattedra di Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dell’associazione Le Capere, della Fondazione Famiglia di Maria e dell’associazione Radici e Rareche.

“Vestire la Canzone” sarà visitabile fino al 31 dicembre 2026 negli spazi di Napulitanata, in Piazza Museo Nazionale 10/11.

L’apertura è prevista dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 14:30 e il sabato dalle 18:00 alle 20:00.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a mostra@napulitanata.com.

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