Restaurato il campanile della Pietrasanta a Napoli
Dopo oltre cinquant’anni di chiusura e un lungo periodo in cui era rimasto nascosto dagli edifici circostanti, il campanile della Pietrasanta torna visibile grazie a un intervento finanziato con fondi PNRR.
Uno dei rari esempi di architettura medievale sopravvissuti a Napoli torna finalmente visibile. È stato completato il restauro del campanile della Pietrasanta, storico bene di proprietà della Regione Campania, per lungo tempo nascosto dalle costruzioni che gli si erano addossate e poi rimasto chiuso e inaccessibile per oltre cinquant’anni. L’intervento è stato presentato venerdì 9 ottobre nella chiesa di Sant’Antoniello a Port’Alba e rappresenta un passaggio importante anche per ricostruire un rapporto più diretto tra il campanile e il quartiere.
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Un intervento finanziato con fondi PNRR
Il restauro è stato finanziato nell’ambito del PNRR del Ministero della Cultura ed è stato seguito dal Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale. I lavori sono stati curati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, con Giovanna Russo Krauss alla direzione dei lavori e Barbara Balbi per il restauro delle superfici decorate.
Il ruolo di responsabile unico del progetto è stato affidato a Raffaella Bosso, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Un monumento che torna nel paesaggio urbano
Per decenni il campanile era rimasto in parte inglobato dal tessuto edilizio circostante, fino a perdere quasi del tutto il rapporto visivo con la città. Il restauro ha permesso di restituire leggibilità a uno dei manufatti medievali più significativi del centro storico, riaprendo anche la possibilità di valorizzarne il legame con l’area della Pietrasanta e Port’Alba.
Alla presentazione sono intervenuti rappresentanti del Ministero della Cultura, della Regione Campania e del Comune di Napoli. Tra questi Luigi La Rocca, Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del MiC, Angelantonio Orlando, Direttore Generale dell’Unità di missione PNRR del Ministero della Cultura, e Rosalia D’Apice, Soprintendente ABAP per il Comune di Napoli.
Presenti anche l’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia, il sindaco Gaetano Manfredi, il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e il comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Napoli Massimo Esposito.

