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Napoli verticale: 3 percorsi a gradini per scoprire la città
S. Di Palma
Foto Wikipedia

Napoli verticale: 3 percorsi a gradini per scoprire la città

Napoli è una città che si regge su numerose rampe di scale, che collegano parti impensabili della città, terra e mare, collina e centro storico.

Napoli verticale, una città attraversata da lunghe gradinate che ne scolpiscono la topografia. Le scale di Napoli la sorreggono e la fendono, sono il suo esoscheletro. Una città visitabile in ogni direzione, in discesa ed in salita; ad ogni nuovo percorso una scoperta. Nessun luogo è ricco di piccoli misteri e segreti come Napoli, di pertugi e grotte, scorciatoie invisibili.

L’idea di immaginare Napoli come una città costruita sulle scale, le cui geometrie disegnano panorami che ricordano le opere di Escher è viva nella fantasia di artisti e scrittori. Chiunque si sia trovato a visitare la città ha dovuto, ad un certo punto, arrampicarsi per le sue acclività. Oppure, discendere nel suo ventre profondo, in lunghe scalinate senza apparente fine. Napoli ha colline, vicoli, borghi e slarghi che ne ampliano le prospettive, fino a renderle apparentemente infinite. Osservarla da ognuna di esse è meraviglioso, irripetibile. La Napoli verticale scolpisce il paesaggio.

Alcuni percorsi di Napoli verticale come i gradini del Petraio e la Pedamentina di San Martino  o il Moiariello, sono conosciuti al “grande pubblico” in quanto passeggiate  tipiche dai panorami ampi, bellissimi.

Tuttavia, spesso quella nascosta è la bellezza inaspettata, emozionante. I modi ancora sconosciuti per arrampicarsi dentro Napoli sono molti, continuamente in crescita, come lo sguardo di chi impara ad osservarla. Eccone tre.

Le scale di “Rompicollo” o Gradoni di Santa Maria Apparente

Il viaggio nella Napoli verticale si apre con un percorso nuovo, di cui si sente parlare molto poco se non dagli abitanti di Via Palizzi e del limitrofo e celebre Petraio: le scale di “rompicollo”. L’affettuoso nomignolo affibbiato dalla popolazione autoctona a queste scalinate è esemplificativo: non aspettatevi una passeggiata agevole. Adiacenti al Petraio e dunque spesso con esso confuse, le scale di rompicollo si chiamano in realtà Gradoni di Santa Maria Apparente. Il loro scopo è rendere veloce , ma anche folkloristico e “reale”, l’inabissamento del viandante.

Tra edifici signorili e scale sgarrupate, quasi invalicabili, Napoli ci conduce da Via Filippo Palizzi al Corso Vittorio Emanuele. Il borgo celato agli occhi della folla, lontano dal caos metropolitano, è abbellito dalla presenza della cinquecentesca Chiesa di Santa Maria Apparente . 

La scalinata di Marechiaro

Posillipo e Marechiaro sono due zone di Napoli  pullulanti di scalinate bellissime, con panorami meravigliosi, che collegano la città al mare. La lunga camminata che porta dalla Posillipo residenziale al borgo incantato e romantico di Marechiaro, dove gli innamorati tubano sotto la famosa Fenestrella, è suggestiva e faticosa. La discesa è consigliabile rispetto alla salita, perché la strada che conduce dalla terraferma al mare è gratificante come poche cose.

Marechiaro è inoltre uno dei luoghi marittimi il cui panorama sembra irreale: l’azzurro del mare si confonde con il cielo, mentre il Vesuvio osserva, verde sul blu.

Salita Cacciottoli

Non si parlerebbe di Napoli verticale se non ci ricordasse della bellezza di una salita troppo spesso dimenticata: Salita Cacciottoli. Un percorso incredibile, una scalinata del Seicento che mette in comunicazione il Vomero e Piazza Olivella a Montesanto.

Il tempo e l’incuria hanno tenuto nell’ombra questa breve, istruttiva ma difficile passeggiata per molti anni; spesso essa è stata simbolo del degrado a cui le ricchezze paesaggistiche di Napoli erano soggette. Tuttavia, alcuni scorci ricordano il Vomero antico, la collina abbracciata dalla natura, quasi selvaggia. Il percorso non è lunghissimo, ma fornisce al visitatore una scorciatoia utilissima ed importante per capire Napoli nella sua profondità, nella sua particolarità bizzarrissima e rara.

Riscoprire i luoghi dimenticati ed abbandonati è il primo passo per portare alla luce lo splendore della città dei vasci, dei vichi e dei vicarielli.

Napoli va camminata, conosciuta ad incontri, a tappe. Così, solo così, potrà essere amata nella sua multiforme interezza.

 

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