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Al Vomero nascono le “Scale Artemisia Gentileschi”
A. Silvestri
17 Mar 2026 - 13:09
Foto comune Napoli

Al Vomero nascono le “Scale Artemisia Gentileschi”

Nel cuore del Vomero nascono le “Scale Artemisia Gentileschi”: un omaggio alla grande pittrice barocca, simbolo di riscatto femminile.

Napoli rende omaggio a una delle figure più straordinarie della storia dell’arte. Da oggi, nel quartiere Vomero, una scalinata porta il nome di Artemisia Gentileschi, grande protagonista della pittura barocca e simbolo universale di forza e resilienza. La cerimonia ufficiale di intitolazione si è svolta questa mattina, martedì 17 marzo, segnando un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione della toponomastica cittadina dedicata alle grandi donne della storia e della cultura.

Le Scale Artemisia Gentileschi nel cuore del Vomero

Le “Scale Artemisia Gentileschi” si trovano al Vomero e collegano via Luca Giordano con via Aniello Falcone, all’altezza dei civici 147-149. Da oggi, questo luogo simbolico della città porta il nome di una delle artiste più importanti a livello internazionale.

L’iniziativa rientra nel progetto dell’amministrazione comunale volto a dare maggiore visibilità alle figure femminili che hanno segnato la storia, spesso rimaste ai margini della memoria urbana.

Artemisia Gentileschi tra arte e riscatto

Nata nel 1593, Artemisia Gentileschi è stata una delle più grandi pittrici del Seicento e una delle poche donne ad affermarsi in un mondo dominato dagli uomini. La sua vita è diventata simbolo di coraggio e determinazione. Come ricordato durante la cerimonia, Artemisia seppe ribellarsi ai limiti imposti alle donne del suo tempo, trasformando una vicenda personale dolorosa in un percorso di riscatto e affermazione.

Trasferitasi a Napoli, visse qui una delle fasi più importanti della sua carriera artistica, realizzando opere di grande valore e ottenendo prestigiose commissioni. A margine dello svelamento della targa, la consigliera comunale Mariagrazia Vitelli ha affermato: “Artemisia Gentileschi seppe ribellarsi a quello che era il ruolo a cui gli uomini relegavano le donne nel ‘600 ed ebbe la forza di far sì che la violenza subita da un amico del padre non diventasse la rovina della sua vita, ma il punto di partenza di una riscossa come donna. Ed è questo ciò che ha insegnato alle sue figlie e alle donne della sua generazione. Come pittrice le furono affidate commissioni importantissime e difficili, che seppe portare a termine con grande bravura. Trasferitasi a Napoli, la nostra città divenne la sua patria definitiva“.

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