Sotto il segno dei Borbone: il legame storico tra Napoli e la Champagne nel piatto
La storia di Napoli è un mosaico complesso di dominazioni, culture e influenze internazionali. Tra i momenti che meglio riflettono questa ricchezza culturale c’è il lungo e intenso periodo borbonico (1734–1861), che trasformò l’antica capitale del Sud in una delle corti più raffinate d’Europa. Pur affondando le sue radici in una dinastia originaria francese e poi spagnola, la famiglia dei Borbone seppe creare un ambiente cosmopolita in cui arte, musica, architettura e gastronomia si intrecciavano con le tendenze più esclusive dei salotti europei.
Gastronomia borbonica: un ponte tra Napoli e l’Europa
Nel XVIII e XIX secolo, la corte dei Borbone di Napoli fu crocevia di idee e sapori. I sovrani borbonici, che governarono Napoli e le Due Sicilie per oltre un secolo e mezzo, instaurarono rapporti diplomatici e culturali con molte corti europee, tra cui quella francese. È proprio questo cosmopolitismo a spiegare perché le tavole più importanti della capitale meridionale non fossero solo allineate alle tipiche tradizioni mediterranee, ma spesso includessero piatti e bevande “alla francese” reinterpretati in chiave partenopea.
Racconti d’epoca e rievocazioni moderne della cucina borbonica mostrano come i grandi ricevimenti regali a Napoli unissero piatti mediterranei a vini e bevande importati da altri regni. Non è un caso che, nelle Esperienze Borboniche organizzate a Napoli, a essere riscoperti siano sapori come la lasagna “reale” o la mozzarella in carrozza, accompagnati da vini e spumanti, simboli di celebrazione e di buone relazioni diplomatiche con il resto d’Europa.
Champagne: da vino di corte francese a simbolo europeo di festa
Parallelamente alla dinastia borbonica, in Francia nasceva e si consolidava la tradizione dello Champagne, il vino spumante che sarebbe diventato, nei secoli successivi, emblema di eleganza e celebrazione. La storia dello Champagne affonda le sue radici in secoli di innovazioni vitivinicole nella regione omonima, nel nord-est della Francia, dove fin dal Medioevo si producevano vini apprezzati dalle élite locali.
Tra la fine del XVII e il XVIII secolo, con l’evoluzione della méthode champenoise, lo Champagne conquistò gradualmente le corti aristocratiche europee. Monarchi e nobili cominciarono a richiederlo ai banchetti e alle feste ufficiali, per il suo carattere raffinato e l’effervescenza festiva che incarnava un simbolo di felicità e successo.
È proprio questo contesto di fasti di corte e scambi culturali che spiega il legame, spesso sottovalutato, tra Napoli borbonica e lo Champagne francese. A corte, durante grandi ricevimenti e banchetti diplomatici, era uso servire etichette pregiate come accompagnamento alle selezioni di piatti elaborati dagli chef monsù, i cuochi di formazione francese al servizio della Casa reale.
Ancora oggi l’eleganza e il gusto raffinato di questi spumanti trovano posto nelle cucine e nelle carte dei vini dei ristoranti più esclusivi. Un esempio di grande rilevanza è quello di Perrier-Jouët, l’eleganza dello Champagne, una delle Maison più storiche e amate del territorio francese, fondata nel 1811 nella regione di Épernay e riconosciuta a livello internazionale per la qualità delle sue cuvée.
Abbinare uno Champagne come quello proposto da Perrier-Jouët ai piatti ispirati alla tradizione borbonica, dalle preparazioni di mare con frutti come gamberi o molluschi, fino a interpretazioni moderne dei grandi classici mediterranei, non è solo un atto di gusto, ma un ritorno alle atmosfere di corte in cui Napoli si apriva al mondo.
Cucina storica e la cultura del vino
Questo legame tra cucina storica e vini d’eccellenza trova espressione anche nella selezione e diffusione di grandi etichette da parte di realtà come Millesima, storico nome nel mondo dell’enologia di qualità. Millesima ha contribuito, in Italia e all’estero, a valorizzare Champagne e grandi vini attraverso proposte curate per ristoranti e collezionisti di tutto il mondo, sottolineando l’importanza di abbinamenti che raccontano una narrazione storica e sensoriale al tempo stesso.
Il legame tra Napoli borbonica e la Champagne francese non è un semplice richiamo di stile: è la testimonianza di un’epoca in cui la cultura del gusto era ponte tra regni e popoli, tra tradizione mediterranea e raffinatezza europea. Accostare al piatto partenopeo un calice di Champagne significa riscoprire quel dialogo storico tra corti, sapori e celebrazioni che ha segnato la tavola di re e regine, e che ancora oggi arricchisce i nostri momenti più speciali.

