Roberto Saviano al WMF 2026: “Gomorra” vent’anni dopo e il racconto delle nuove mafie
Il 25 giugno a Bologna il talk sul Mainstage: un viaggio tra memoria, evoluzione criminale e responsabilità collettiva.
A vent’anni da Gomorra, il racconto delle mafie torna al centro del dibattito pubblico. Il 25 giugno Roberto Saviano sarà protagonista al WMF – We Make Future 2026, il grande evento internazionale dedicato a innovazione, AI e digitale, in programma a Bologna. Sul mainstage, alle ore 17:00, lo scrittore e giornalista porterà il talk “Gomorra: 20 anni dopo”, un intervento che guarda all’eredità culturale e civile dell’opera che ha cambiato il modo di raccontare la criminalità organizzata.
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Gomorra, un racconto che ha cambiato tutto
Pubblicato nel 2006, Gomorra ha segnato una svolta nel modo di osservare e raccontare le mafie, portando alla luce meccanismi, linguaggi e dinamiche spesso invisibili. A distanza di vent’anni, Saviano torna su quel punto di partenza per analizzare come le organizzazioni criminali si siano evolute, adattandosi ai cambiamenti economici, tecnologici e sociali.
Mafie contemporanee e responsabilità collettiva
Il talk sarà anche un’occasione per riflettere sul ruolo della conoscenza e della consapevolezza nel contrasto alla criminalità. Un tema centrale per il WMF, che da anni affianca all’innovazione tecnologica un percorso dedicato alla legalità, alla libertà di informazione e alla cittadinanza attiva.
“Dare spazio a voci come quella di Saviano significa non distogliere lo sguardo da ciò che ancora oggi mina la libertà delle nostre comunità”, ha sottolineato Cosmano Lombardo, founder del WMF.
Un ritorno nel segno dell’impegno
Non è la prima volta di Saviano al WMF. Già nel 2019 aveva aperto il Mainstage parlando di fake news e disinformazione, evidenziando il rischio di una società che sceglie l’indifferenza. Il ritorno nel 2026 si inserisce nello stesso percorso: un invito a non restare neutrali, a comprendere e a prendere posizione.
L’edizione 2026 vedrà la partecipazione anche di figure chiave dell’impegno contro la criminalità organizzata, come Nicola Gratteri e Giuseppe Lombardo.

