Riva del Fuenti, beach club e ristorante in Costa d'Amalfi
Riva del Fuenti, beach club e ristorante in Costa d’Amalfi
C. Straface

Riva del Fuenti, beach club e ristorante in Costa d’Amalfi

L’esclusività della spiaggia del comprensorio del Fuenti, unita alla sinergia del sommelier Vladimiro Giordano e dello chef Michele De Blasio nel contiguo ristorante.

Alla soglia dei quarantacinque anni dalla rinascita del luogo, ad opera della lungimirante visione della famiglia Mazzitelli, il comprensorio del Fuenti rifinisce la proposta, con il beach club e l’annesso ristorante “Riva” a suggellare l’inizio della stagione estiva. La storia di un luogo si dipana attorno a quella di una famiglia, che, introiettando una causa ambientale e mission aziendale, hanno saputo creare una commistione unica fra cultura dell’accoglienza, implementazione gestionale e linfa imprenditoriale, oggi rappresentata dai fratelli Alessandra e Pierluigi De Flammineis, managers e soci della “Third generation group”.

Un’intrapresa, dunque, che, mutuando le parole dei titolari, “celebra quotidianamente la bellezza della diversità di genere, promuovendo inclusione e rispetto per ogni identità”: ne abbiamo visitato la spiaggia privata, un’insenatura meravigliosa, raggiungibile dal corpo centrale della struttura tramite scale e ascensori.

La configurazione attuale

Una stratificazione concettuale che diviene anche organico-strutturale, se è vero che il complesso consta di diversi ambienti, suddivisi per aree omogenee; l’iconico limoneto, il rigoglioso giardino e l’arena del Fuenti, a fungere da scenografica prolusione ad uno dei panorami più belli del mondo.

Ancora, il caveau del Fuenti, lounge bar con vista mare, la Volta del Fuenti – ristorante fine-dining insignito dalla stella Michelin sin dal 2025 – e infine la Riva del Fuenti, beach club con annesso progetto ristorativo, che offre piatti da gustare anche direttamente in spiaggia o a bordo della propria barca, grazie al molo attrezzato.

Al Riva Restaurant dunque ritroviamo Vladimiro Giordano, sala e sommelier – per inciso, responsabile food and beverage dell’intera struttura – e la direzione dello chef executive Michele De Blasio, classe 1985 originario di Sarno, con al suo attivo esperienze internazionali e una formazione d’eccellenza, culminati con il raggiungimento dell’agognata stella Michelin al ristorante fine-dining nella medesima struttura.

La visita al beach club e la degustazione al ristorante

Dopo dunque la sosta al beach club, ricavata nella splendida insenatura del Fuenti, corroborati dal benvenuto – frutta fresca e limonata d’Amalfi, vero “signature drink” della zona, compunto e mai invasivo il servizio sulla spiaggia – e da un bagno nelle cristalline acque, raggiungiamo il Riva Restaurant.

Formula più veloce con piatti “basic” di chiara impronta mediterranea che, tuttavia, filtrati dalla tecnica di De Blasio, divengono archetipi di gusto, sotto l’egida della valorizzazione della sostenibilità e del legame profondo con il territorio, vegetale in bella evidenza nella complessificazione del gusto.

Riceviamo conferma di tali considerazioni nei due antipasti, “insalata di polpo e fagiolini”, “tagliatelle di seppia, olio, limone e bottarga di tonno” in cui, da ricette spesso “logorate” da preparazioni seriali e corrive, lo chef De Blasio innerva nuova linfa vitale, con sagaci giustapposizioni di gusto – il polpo scottato con note affumicate, ad esempio, con la freschezza dei fagiolini e il citrico del limone in rilievo– e equilibri di consistenze.

Sul medesimo livello alto i due primi, “risotto napoletano, patate, zafferano e astice” e “tagliolini di semola Senatore cappelli, cacio, pepe e crudo di gamberi”, risalta, oltre alla qualità assoluta della materia prima, la capacità di saper rivisitare la tradizione senza timori reverenziali, ma con un approccio rigoroso di “sintesi creativa”.

Chiude la teoria di assaggi il delizioso “fritto misto Amalfitano con mayo al rafano” in cui il pescato è fritto in tempura, nessuna traccia di untuosità, perfettamente dorata e croccante: il dessert, la “crostata al limone” è un signature, un retaggio gastronomico irrinunciabile della costiera.

I vini in pairing

Anche in relazione alla proposta enologica, difficile riscontrare un livello similare in un progetto ristorativo soggetto inevitabilmente a costringimenti logistici: sugli appetizer Giordano propone lo champagne Veuve Cliquot Brut Cuvèe San Pietroburgo, blend di Pinot Nero, Chardonnay e Meunier, acidità affilata per un classico delle bolle d’oltralpe.

Si prosegue con lo Chardonnay Toscana I.G.T. 2024 dell’azienda Aliotti, che ben sostiene la complessità della seppia, eccellenza beva, con mineralità in evidenza, per lo scrivente una scoperta inaspettata.

Il Puntacroce Bianco D.O.P. Costa D’Amalfi 2015 dell’azienda Raffaele Palma è un vessillo di territorio, nonostante l’annata risalente nessuna nota di ossidazione, freschezza ancora preminente: spiazzante e eterodosso il pairing della frittura con il Sancerre Pure 2023 di Henri Bourgeois, da terreni calcarei, in cui la nota citrica gioca per contrasto perfettamente con la sapidità sostenuta della frittura.

Chiudiamo il novero degli abbinamenti con una chicca locale, selezionata accortamente dal sommelier Giordano, prodotta in un numero limitato di bottiglie: il “Positano’s dream”, liquore al cioccolato e limoncello, in cui tale connubio di sapori risulta foriero di nuove nuance gustative, degno epilogo di una splendida progressione.

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