Pessoa Taberna Portuguesa, a Frattamaggiore il primo ristorante portoghese del Sud Italia
Taberna Pessoa è un atto d’amore verso una terra di saudade, il Portogallo, gestito dalla poetessa Rosanna Bazzano, insieme al marito Giovanni.
“Non c’è nostalgia più dolorosa delle cose che non sono mai state” cita una delle frasi più famose del capolavoro dello scrittore portoghese Fernando Pessoa, “Il libro dell’inquietudine”. Il sillogismo aristotelico successivo vorrebbe che, al netto delle occasioni mancate, quelle occorse lo sono con entusiasmo e passione, senza mai tradire lo spirito primigenio. È il caso, appunto, della Taberna Pessoa, fondata da una coppia di coniugi appassionati e viaggiatori, come ideale omaggio ad una terra, il Portogallo.
Ubicato in una traversa del centrale Corso Durante in Frattamaggiore, trentaquattro coperti per i dieci tavoli della sala principale, Pessoa è informato ad uno stile vintage-letterario, potremmo dire “sincretico”, dove si respira un fascino da vecchio continente. Bazzano è un’appassionata linguista e letterata, lo studio che informa i piatti del suo ristorante ha valenza quasi filologica, con una cucina che restituisce lo stile della terra lusitana, nella sua classicità e nelle sue infinite varianti.
A rifinire la proposta, la sala e i pairing enologici dell’owner Giovanni, con un servizio mai invasivo e di cortese affabilità, fiore all’occhiello una straordinaria sangria artigianale, preparata a cadenza settimanale, con vino bianco regionale, frutti di stagione e spezie in macerazione.
La degustazione e i vini
Una rassegna trasversale degli archetipi della gastronomia portoghese, dai petiscos lusitani – il corrispettivo delle tapas iberiche – passando per il bacalhau in mille forme, dall’arroz de marisco (guai a confonderlo con la paella), terminando con i dolci pasteis de nata, e la mitica torta del Landeau, la Lisbona, golosa multistrato al cioccolato.
Fra le altre portate degustate, i “pasteis de bacalhao” con baccalà e patate, il “polvo a lagareiro – polpo con emulsione di olio, olive nere, cipolla, sedano e capperi, patate”, seguito dal “bacalhau frito in tre panature, con salse portoghesi”.
Trionfa – e soddisfa – sua maestà l’arroz de marisco, preparato con il medesimo fondo di cottura della zuppa di pesce – a conferire eccellente stratificazione di sapori – concepito come ideale chiusura degli assaggi salati, prima dei dessert.
Ecco gli immancabili pastel de nata – pasticcino a base di crema e pasta sfoglia – e la torta Lisboa, definita dal New York Times come la preparazione al cioccolato più buona al mondo, tutto rigorosamente home-made.
Riguardo ai pairing, infine, dopo la Sangria artigianale di rito, assaggiamo il Casa Velha Douro d.o.c. – vitigno Gouveio e Moscatel branco, note minerali bilanciate con tocchi di frutta esotica all’olfatto, ed infine il vessillo di territorio Porto, il fine Ruby Monge, perfetto sulla torta Lisboa.

