Nel mare di Napoli si alleva una cozza che sa di vulcano
La cozza flegrea, simbolo di identità e tradizione, affronta le sfide del cambiamento climatico con innovazione
Nel cuore del Golfo di Napoli, tra Capo Miseno, Baia e il Lago Fusaro, si coltiva una prelibatezza che racconta la storia e l’identità dei Campi Flegrei: la cozza flegrea. Questo mitile, allevato da secoli nelle acque calde e ricche di minerali della caldera del supervulcano campano, è un simbolo di resilienza e tradizione. Tuttavia, i cambiamenti climatici minacciano la sua sopravvivenza, spingendo comunità e istituzioni a sviluppare strategie per garantirne il futuro.
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Un ambiente unico
Le acque dei Campi Flegrei, più calde della media e arricchite da sali minerali come iodio, ferro, potassio e zolfo, creano un ambiente ideale per la crescita della cozza flegrea. Queste condizioni particolari conferiscono al mitile un guscio scuro e resistente e una polpa saporita e carnosa. La tradizione della mitilicoltura in questa zona risale all’VIII secolo a.C., ma è con la Magna Grecia che la cozza diventa simbolo delle risorse più preziose del territorio, comparendo perfino sulle monete dell’epoca.
Minacce e strategie di salvaguardia
Nonostante la sua lunga storia, la cozza flegrea è oggi minacciata dall’innalzamento delle temperature marine, che negli ultimi anni hanno raggiunto i 24°C, un valore critico considerando che la cozza non sopravvive oltre i 26°C. Per contrastare questa minaccia, si stanno studiando soluzioni innovative, come l’acquisto di mitili cresciuti parzialmente in altri impianti, da trasferire e completare nel mare flegreo. Questa strategia potrebbe salvaguardare il gusto e il valore identitario della cozza flegrea, ma non risolve il problema principale: garantire la continuità dell’intero ciclo di allevamento in zona.
Valorizzazione e futuro
Per promuovere e valorizzare la cozza flegrea, il Comune di Bacoli ha avviato un percorso che include l’approvazione di un “Piano Chioschi” per la regolarizzazione delle attività e l’ottenimento della denominazione IGP, che renderebbe la cozza flegrea riconoscibile e tutelata sul mercato. Inoltre, ogni estate si tiene a Bacoli il Mytilus Fest, un evento dedicato alla cozza flegrea e alla mitilicoltura, che offre visite guidate in barca agli impianti di allevamento, degustazioni, showcooking e incontri divulgativi con biologi e pescatori. L’edizione 2025 si è svolta il 12 e 13 luglio al Porto di Baia, offrendo un’opportunità unica per scoprire e apprezzare questo tesoro del mare flegreo.
La cozza flegrea non è solo un alimento prelibato, ma un simbolo di identità, tradizione e resilienza. Affrontando le sfide del cambiamento climatico con innovazione e passione, la comunità dei Campi Flegrei dimostra come la tutela del patrimonio naturale e culturale possa essere un motore di sviluppo sostenibile.

