Ercolano, dopo trent'anni riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato: viaggio nel tempo tra i segreti della domus eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Ercolano, dopo trent’anni riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato: viaggio nel tempo tra i segreti della domus
I. Spada
10 Lug 2026 - 11:10
Foto dal comunicato

Ercolano, dopo trent’anni riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato: viaggio nel tempo tra i segreti della domus

A partire da giovedì 9 luglio 2026, la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre ufficialmente le sue porte al pubblico all'interno del Parco Archeologico di Ercolano.

Un silenzio durato quasi trent’anni che finalmente si interrompe, a partire da giovedì 9 luglio 2026, la Casa del Mobilio Carbonizzato riapre le sue porte al pubblico all’interno del Parco Archeologico di Ercolano. Un evento che rappresenta l’inizio di una stagione di rinascite.

Indice dei contenuti

  1. - La scoperta di Amedeo Maiuri
  2. - Un restauro decennale

La scoperta di Amedeo Maiuri

Il nome della dimora trae origine dal ritrovamento, avvenuto tra il 1932 e il 1933 durante gli scavi diretti da Amedeo Maiuri, di un tavolino e di un letto con un’alta spalliera. Gli arredi conservavano ancora le impronte del tessuto e i resti della rete di corde che sosteneva le doghe in legno, preziose testimonianze di vita quotidiana rimaste cristallizzate sotto la cenere dell’eruzione del 79 d.C.

Un restauro decennale

La riapertura della domus è il risultato di un intervento di restauro iniziato oltre dieci anni fa. I lavori sono stati realizzati nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e il Packard Humanities Institute (PHI), che da venticinque anni sostiene la tutela e la valorizzazione del sito attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali. Come ha spiegato l’architetto Rossella Di Lauro, gli interventi più recenti hanno riguardato operazioni particolarmente complesse, tra cui la ricostruzione dei solai in legno e il consolidamento delle colonne del loggiato superiore. Per eseguire quest’ultimo lavoro sono stati utilizzati rilievi tridimensionali e un accurato smontaggio e rimontaggio degli elementi architettonici. Sono stati inoltre sostituiti i vecchi architravi in ferro che proteggevano i reperti lignei con nuove strutture in legno, progettate per garantire una migliore conservazione e rendere più semplici le future operazioni di manutenzione.

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