Il cuore segreto di Napoli: storie di carta e memorie vive all’Archivio Storico del Banco di Napoli
Nel cuore di Napoli, un tesoro di memorie lungo 450 anni custodisce le vite, i sogni e gli affari della città e del Mezzogiorno: è il più grande archivio bancario del mondo.
Per raccontare la Storia – quella con la “S” maiuscola – bisogna prima ascoltare le storie. Le vite dei mercanti, degli artigiani, dei nobili, dei poveri, degli artisti. Le piccole vicende che, sommate, compongono il mosaico di un’intera epoca. A Napoli, c’è un luogo in cui tutto questo è non solo possibile, ma sorprendentemente reale: l’Archivio Storico del Banco di Napoli, una delle più straordinarie miniere di storie esistenti al mondo.
Il Cartastorie, un tesoro di memorie lungo 450 anni
Nel cuore antico della città, lungo via dei Tribunali, questo archivio custodisce 450 anni di vita quotidiana del Mezzogiorno d’Italia. Si tratta della più imponente raccolta di documentazione bancaria esistente al mondo: oltre 330 stanze, circa 80 chilometri di scaffali, documenti ininterrottamente conservati dal 1573 fino ai giorni nostri.
Ma non lasciatevi ingannare dalla parola “bancario”: questo archivio non è solo per studiosi ed economisti. È un luogo che parla di arte, commerci, società, cultura, passioni. Qui si trovano, tra gli altri, i contratti stipulati con paesi europei, le ricevute di pagamento per opere d’arte, i prestiti concessi agli artisti, i lasciti per opere di beneficenza, le doti matrimoniali, le donazioni ai conventi. Ogni documento ha una causale, e ogni causale racconta una storia.
Nel 2016, per rendere accessibile questo immenso patrimonio, è nato ilCartastorie – Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli. Un museo innovativo, vincitore del prestigioso Premio Europa Nostra 2017, che utilizza strumenti multimediali, installazioni immersive, narrazione creativa e teatro per riportare in vita le storie nascoste nei faldoni.
Visitare l’Archivio Storico del Banco di Napoli significa immergersi in una Napoli segreta, fatta di dettagli, emozioni, gesti concreti. È come aprire una finestra sul passato e scoprire che dietro ogni firma, ogni pagamento, ogni nota a margine, si nasconde un pezzo della nostra identità collettiva.

