Napoli-Tokyo, la "fusion" dell'amicizia
Napoli-Tokyo, la “fusion” dell’amicizia
S. Parisi

Napoli-Tokyo, la “fusion” dell’amicizia

Da Donna Margherita ad Afragola tre maestri della pizza s'incontrano attorno a un menu che prova a mettere in dialogo culture lontane. Ma la contaminazione più riuscita è quella tra persone.

Alla “Fusion Experience” di Pizzeria Donna Margherita, ad Afragola, la fusione più riuscita non è stata necessariamente quella gastronomica, quanto quella affettiva, professionale e amicale, che ha riunito tre protagonisti della pizza contemporanea e internazionale: Peppe Errichiello, Raf Bonetta e Sasà Martucci. L’idea era mettere Napoli e Tokyo allo stesso tavolo, affidando alla pizza il ruolo di ambasciatrice tra due culture gastronomiche apparentemente lontane, ma accomunate da rigore, attenzione alla materia prima e ricerca dell’equilibrio.

A fare da trait d’union Peppe Errichiello, afragolese di origine e da diciotto anni protagonista della scena gastronomica giapponese. Con lui Raf Bonetta, interprete della contemporaneità napoletana, e Sasà Martucci, anima de I Masanielli, tra ricerca, territorio e sostenibilità. Il menu ha provato a raccontare questo incontro attraverso piatti e pizze costruiti per sottrazione e contaminazione, con ingredienti e tecniche capaci di evocare entrambi gli emisferi gastronomici.

Si parte dal Bignè 2.0 – Dal Giappone con furore di Errichiello, con ricotta di bufala al tè matcha, tartare di orata allo shiso, cremoso di bufala e caviale. Martucci continua con l’Ode al pomodoro, dove San Marzano, datterini, pomodoro fermentato, Parmigiano e basilico diventano una dichiarazione di passione alla materia mediterranea. Bonetta porta in tavola Emilia, tonda croccante con latticello di bufala, zucchina fritta, prosciutto di maiale grigio ardesia, provola, pepe e pecorino romano.

Poi arriva quella più esplicita: Le due culture che si incontrano di Errichiello, con fior di latte, zucchine alla scapece, Wagyu, maionese di ravanello bianco e mela Fuji. Poi Martucci col predessert 5 Formaggi ai 4 Latti, mentre Bonetta chiude col Dolce Padellino, tra burro, siero di bufala, cioccolato bianco, mela annurca, cannella e caramello salato.

Una tavola interessante e un esercizio di diplomazia gastronomica: “fusion” non tanto come  incontro tra ingredienti ma piuttosto una contaminazione fra tre storie, tre cucine, tre amicizie e una quantità sufficiente di complicità da far apparire Napoli e Tokyo quasi vicine di casa.

Tra pizze, un calice e qualche sorriso, la fusion ha finito per fare quello che spesso riesce meglio agli amici: mettere tutti d’accordo in nome del convivio.

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