Eos: l’eleganza minimalista del ristorante delle sorelle Verde nel cuore di Chiaia
Eos Chiaia apre nel salotto elegante di Napoli: il nuovo ristorante delle sorelle Verde unisce cucina d’autore, contaminazioni internazionali e una raffinata esperienza tra gusto, vino e design.
Un nuovo guanto di sfida nel “salotto buono” di Napoli, quello dello shopping e dei baretti, Chiaia: non difettano di ambizione le sorelle Verde, Imma e Manuela, temperamenti molto diversi con esperienze professionali convergenti, ora culminate nella nuova intrapresa, appunto Eos Chiaia.
La storia
Il nome è mutuato dalla dea greca dell’alba, corrispondente ad Aurora nella mitologia romana, descritta da Omero mentre intenta ad aprire le porte del paradiso: in evidenzia la complementarietà delle fondatrici, “il sole di Manuela e la luna di Imma, profondamente diverse eppure sinergiche” parafrasando le titolari, partite per l’estero appena maggiorenni. Imma la conosciamo, nei tempi recenti, come storica sommelier della “regina della pizza fritta” Isabella De Cham e ora responsabile dell’intera produzione commerciale, al netto delle sue esperienze nel fine-dining, condivise solo parzialmente con la poliglotta e dinamica Manuela, motore della sala, appena trentenne.
Eos è un locale “antologico” nello stile di cucina, con piatti ispirati ai signature dei grandi chef del fine-dining, rivisitati secondo le sensibilità fusion e cosmopolita delle due sorelle fondatrici: gli arredi sono ispirati ad un raffinato minimalismo, con eleganti giochi di luci e teche con le referenze enologiche disponibili. Ulteriore propaggine sarà il contiguo cocktail bar Eos, già operativo, che interagirà con il ristorante, in un proficuo gioco di rimandi fra tapas dei piatti, finger-food, e stimolanti pairing, a cura della nostra sommelier e founder Imma.
La degustazione
Passando agli assaggi della serata – dopo aver notato l’eleganza delle rifiniture nella mise en place – iniziamo dall’amous-bouche “crocchetta ripiena di polpa di crostacei”, sorretta dall’acidità del topping di pomodoro. Sovvengono i due appetizer, incisivi al gusto e con un gusto per il divertissement quanto mai pregnante: tartare di ricciola, e maritozzo ripieno aromatizzato al burro di Normandia, con tartare di tonno rosso.
È il turno del primo, i “tagliolini al burro con gamberi di Mazara crudi, tartufo scorzone estivo di Bagnoli Irpino”, anche questo all’insegna della contaminazione fra stili e materie prime, oltre che della stagionalità: sul secondo, in risalto la freschezza del rombo, accompagnato da finocchi arrostiti, l’essenzialità che fa centro. Si termina con i due dessert “tiramisù al limone” – in cui la variazione apportata non stravolge l’equilibrio del piatto, anzi infondendo una nota di citrica freschezza – e “millefoglie Anna”, operazione di scomposizione riuscita, con tanto di dedica alla madre Anna, per un “dolce madeleine”, capace di racchiudere, negli anni, l’essenza dell’unità familiare.
Riguardo ai pairing, infine, di grande pregiatezza la progressione ideata da Imma, con una carta dei vini con oltre cinquanta referenze, non limitate meramente all’appartenenza regionale, ma estesa all’intero territorio nazionale, con interessanti escursioni oltralpe, fra bolle e oltre. Dunque, si parte con il Nebbiolo rosato metodo classico Maria Elisa D.O.C., extra brut dell’azienda Angelo Negro, tre anni sui lieviti per un vessillo di territorio, in versione spumantizzata. Ancora, è la volta del Friulano D.o.c. Colli Orientali dell’azienda Ronchi di Cialla, un’annata 2024 sorretta da mirabile acidità, per chiudere con il Sauternes Chateau Roumieu 2022, vino da muffa nobile della Gironda, degustato sui dessert, ma eccellente anche sui formaggi erborinati.

