Il grande “sì” di Jean Alesi: amore, Formula 1 e jet set nel cuore della Costiera
A Marina del Cantone il matrimonio blindato dell'ex ferrarista con Anja. Un parterre stellare, una Rolls-Royce del 1931 e la firma beauty di Team Leo, protagonista del backstage nuziale.
C’è il blu intenso del Mediterraneo, la luce dorata della Costiera e un parterre internazionale degno dei più esclusivi gala del globo. È questo lo scenario scelto da Jean Alesi, indimenticato protagonista della Formula 1 e volto storico della Ferrari, per suggellare il suo matrimonio con la splendida Anja.
A Marina del Cantone la coppia ha celebrato un sì riservatissimo, protetto da un rigoroso cordone di discrezione e circondato dall’affetto di circa cento ospiti arrivati da ogni parte del mondo, regalando alla Costiera una nuova pagina di quella ricercata Dolce Vita che da sempre trova sulle rive campane uno dei suoi indirizzi prediletti. Una celebrazione lontana dal clamore e dalla curiosità dei fotografi. Un piccolo universo cosmopolita in cui il glamour dei motori ha incontrato l’eleganza mediterranea, tra amicizie illustri e atmosfere da jet set internazionale.
A impreziosire il parterre, nomi come Alain Prost, Stefano Domenicali, Luca Cordero di Montezemolo e Giancarlo Fisichella, autentiche icone di un mondo nel quale velocità, prestigio e savoir-faire italiano hanno da sempre viaggiato sulla stessa corsia.
Dalla cerimonia, affacciata sull’infinito azzurro del Tirreno, agli scenari di Nerano, tutto ha seguito una precisa tematica del lusso discreto: niente ostentazione, ma dettagli scelti, luoghi iconici e una regia impeccabile.
Serata pre-nunziale elegante dall’iconico “Don Alfonso” a Sant’Agata sui due Golfi, indiscusso tempio internazionale della cucina nostrana, mentre per il ricevimento la scelta è caduta su “Lo Scoglio” di Tommaso a Nerano, indirizzo leggendario della Costiera e rifugio gastronomico amatissimo dallo sposo, dove il culto della tavola incontra da decenni quello dell’ospitalità internazionale.
E poi lei: una magnifica Rolls-Royce del 1931, gioiello su quattro ruote e perfetta protagonista di un ingresso che sembrava uscito da un album della grande mondanità italiana. Dal mare imbarcazioni lussuose e yacht da sogno di alcuni tra gli invitati che hanno scelto anche la costiera per le loro vacanze. Nel backstage, fatto di dettagli, rituali e professionalità invisibili agli occhi degli invitati, c’era
Team Leo, orgogliosa realtà partenopea dell’hairstyling, chiamata a curare l’immagine degli sposi con quella know-how sartoriale richiesto dalle occasioni esclusive.
A curare il lavoro, Vincenzo e Lorenzo Manzo, hairstylist di riferimento per numerosi protagonisti dello spettacolo, della moda e della tivù, una squadra che ha fatto della ricerca estetica e della del dettaglio una precisa cifra professionale. Una firma napoletana dietro le quinte di un matrimonio internazionale, dunque, nel quale il beauty non è semplice ornamento ma cardine della scenografia complessiva.
Vincenzo, che ha seguito gli sposi durante i momenti più riservati della giornata, ha inoltre svelato un curioso particolare sull’indole del campione: «Jean ha un suo rituale quando deve affrontare qualcosa di veramente importante», racconta.
E il suo talismano sarebbe tutt’altro che sofisticato: una corona d’aglio, tradizionale amuleto contro il malocchio, alla quale Alesi affiderebbe la propria buona sorte nelle occasioni più significative.
Un dettaglio irresistibilmente mediterraneo che incrina, con ironia, l’immagine del pilota abituato alla velocità, ai circuiti e ai grandi palcoscenici internazionali. Perché anche nel mondo dorato del jet set, dove le automobili d’epoca sostituiscono le carrozze e gli invitati arrivano da cinque continenti, la superstizione resta un lusso democratico. E così le nozze Alesi diventano una piccola e preziosa parentesi di Dolce Vita contemporanea: il Mediterraneo come scenografia, la Formula 1 come aristocrazia sportiva, la grande cucina come rito, il vintage come linguaggio e il beauty Team Leo come dettaglio couture.
Una festa internazionale custodita nel riserbo, sospesa tra il glamour di grandi nomi e l’autenticità di un amuleto popolare e così nostrano.


