Via Cisterna dell’Olio, la storia delle cisterne nel sottosuolo

Via Cisterna dell'Olio è una strada urbana di Napoli che conserva nel suo sottosuolo ben 4 cisterne di olio. Scopriamo la storia della loro costruzione e le loro condizioni ad oggi.

Napoli in tasca
Articolo di , 04 Lug 2022
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Foto di copertina Shimballah, Flickr

La toponomastica della città di Napoli lascia intuire fondamentali informazioni sulla storia e le particolarità di alcune determinate strade. Via Cisterna dell’Olio, ad esempio, è intitolata così proprio per  delle cisterne di olio sotterranee che vennero impiantate in passato. Queste servivano a conservare l’olio pugliese e lucano destinato all’importazione in Spagna. Scopriamo la storia delle cisterne e in che condizioni di trovano oggi.

Via Cisterna dell’Olio, la storia delle cisterne

Via cisterna dell’olio è una strada urbana localizzata nel quartiere San Giuseppe. La via è stretta ad L e collega via Domenico Capitelli, asse viario di Spaccanapoli, con via Toledo nell’Insula dello Spirito Santo sul limitare di piazza Dante Alighieri.

Correva il 1588 quando l’architetto Giovanni Vincenzo Della Monica deliberò la costruzione nel sottosuolo di quattro grandi cisterne di olio. Secondo il disegno di Giuseppe Astarita, le cisterne sono situate lungo le mura nelle direzioni di Santa Maria di Costantinopoli e del palazzo Pignatelli di Monteleone.

Le cisterne oggi

L’uso delle cisterne non era né longevo ne sicuro. L’olio diventava velocemente rancido e igienicamente non era sicuro. Le cisterne, di seguito, dal 1787 non vennero più usate ed i metodi di conservazione cambiarono. Premesso tutto ciò, le cisterne non sono mai state rimosse e sono tutt’oggi visitabili.

Al di sopra di una delle cisterne, nel 1921 incominciarono i lavori edilizi per la costruzione di quello che oggi è il cinema Modernissimo.
Al principio, questo spazio lo usò Italo Ferraro, autore dell’Atlante Storico della città di Napoli, per soggiornare. Successivamente lo occuparono per la costruzione dei Bagni di proprietà della famiglia Degni.

Soltanto nel 1959 l’architetto Perna ne mutò radicalmente l’aspetto e la finalità d’uso. Così, gli operai riaprirono i cantieri e gli architetti Antonio Costa e Giancarlo Scognamiglio diedero il via per l’inizio della costruzione delle attuali quattro sale cinematografiche del cinema Modernissimo.

A testimoniare l’esistenza delle cisterne vi è un esercizio commerciale localizzato sul civico 5A della strada. Al suo interno vi è addirittura una targa che indica la capienza che è, appunto, pari a 125 mila litri! Sul pavimento del negozio vi sono anche presenti due oblò tramite i quali è possibile visionare la vetusta struttura delle cisterne. E, titolare permettendo, è possibile scendere a visitarle nei sotterranei mediante un’ascensore.

 

Foto di copertina tratta da Flickr dall’autore Shimballah

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