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‘O cerasiello, un simpatico termine napoletano
G. Iengo

‘O cerasiello, un simpatico termine napoletano

Alla scoperta del termine cerasiello. Etimologia e significato

La città di Napoli è una città composita, è un mosaico ben riuscito di pezzi incredibilmente diversificati, che assieme creano un unicum irripetibile e mozzafiato.
Tanti fattori hanno contribuito all’aspetto così abbondante ed eterogeneo della città. Tra questi, uno dei più corposi è da ricercare nelle natività della terra e nelle influenze di dominazioni e sodalizi che ivi sono giunte e si sono susseguite nei secoli.
La provenienza latina della città si percepisce in ogni boccata d’aria, in ogni inspirazione, in ogni strada e in ogni termine. I termini, poi, sono l’esteriorizzazione a parole della storia della città, della sua anima e della sua natura.
Tra questi ultimi, è impossibile non annoverarne uno apparentemente così distante dalla linga italiana, ma in realtà così coeso alla storia di quest’ultima.
Si tratta di cerasiello.

O cerasiello

Il cerasiello è il lemma appartenente al lessico napoletano utilizzato per riferirsi al peperoncino.

Sì, proprio alla bacca nata da alcune varietà piccanti presenti nel genere delle piante, vale a dire le Capsicum. Il peperoncino contiene la capsaicina, ovvero un composto chimico, di concentrazione differente a seconda della varietà, a cui è dovuta la piccantezza del peperoncino stesso.

È facilmente intuibile una mancata correlazione semantica tra il vocabolo napoletano e quello appartenente alla lingua italiana.
L’etimologia originaria del termine napoletano indicante il peperoncino viene però dalla madrepatria latina, dal vocabolo latino cĕrăsum. Il lemma latino è divenuto poi cerasa, come la ciliegia per i napoletani. E da cesara si è passati a cerasiello, al piccolo peperoncino.

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