“Non siamo a Napoli”: il sindaco francese vieta i panni stesi e fa discutere
“Non siamo a Napoli”: il sindaco francese vieta i panni stesi e fa discutere
A. Silvestri
6 Ott 2026 - 15:07
Foto Facebook Carlo Puca

“Non siamo a Napoli”: il sindaco francese vieta i panni stesi e fa discutere

Il sindaco di Thizy-les-Bourgs ha vietato il bucato visibile da finestre e balconi accompagnando l’ordinanza con la frase “Non siamo a Napoli”. L’assessore Carlo Puca replica: “Per giustificare un divieto non serviva usare Napoli come paragone negativo”.

Un’ordinanza sul decoro urbano in una cittadina francese diventa un caso social fino ad arrivare a Napoli. A Thizy-les-Bourgs, comune francese nel Rodano, è stato introdotto il divieto di stendere il bucato o appendere oggetti a finestre, facciate e balconi quando risultano visibili dalla strada, con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’immagine e la qualità dell’ambiente urbano. Nel messaggio pubblicato dal Comune compare anche una frase destinata a far discutere: “Non, nous ne sommes pas à Naples!”, cioè “No, non siamo a Napoli!”.

La battuta non è passata inosservata e da Napoli è arrivata la risposta dell’assessore comunale alla Partecipazione attiva e all’Immagine della città, Carlo Puca.

La replica di Carlo Puca

«Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio», ha scritto Puca sui propri canali social. L’assessore ha chiarito di comprendere la volontà dell’amministrazione francese di intervenire sul decoro urbano, ma ha contestato l’uso di Napoli come termine di paragone negativo. Secondo Puca, per spiegare una regola locale «non serviva usare Napoli come sinonimo di ciò che non si deve essere», riducendo così una città complessa a uno stereotipo.

Il divieto a Thizy-les-Bourgs

Nel messaggio diffuso dall’amministrazione francese si legge che il bucato visibile dalla strada non potrà più essere esposto su finestre, facciate e balconi. Restano invece consentiti gli stendini posizionati sui balconi, purché non superino l’altezza della ringhiera. Il Comune ha motivato la scelta come un intervento per migliorare il decoro e l’immagine del paese. È proprio il riferimento a Napoli inserito nella comunicazione ufficiale ad aver acceso la discussione.

Nella sua risposta, Puca ha insistito sul rischio di ridurre Napoli a una semplice cartolina folkloristica. «Napoli non è un’etichetta da brandire per marcare le distanze», ha scritto, ricordando la storia, l’arte, la musica, la cucina e la cultura della città. Poi la chiusura, volutamente ironica, proprio sul simbolo della polemica: le lenzuola stese al sole, che «asciugano benissimo e a costo ambientale zero».

 

© 2026 Grandenapoli.it – Riproduzione riservata – Questo contenuto originale è di Grandenapoli.it e pertanto protetto da copyright.
Whatsapp Canale Whatsapp Canale