Napoli, dopo 20 anni ripartono i lavori di riqualificazione di Villa Ebe
Verrà bonificata Villa Ebe, anche conosciuta come Castello di Pizzofalcone, gioiello neogotico partenopeo.
Torna ad esserci una speranza per Villa Ebe, l’imponente protagonista delle Rampe di Pizzofalcone: Come riportato da Fanpage.it, oggi, lunedì 24 giugno, i carabinieri rimuoveranno i sigilli per dare il via ai lavori di bonifica dell’antica villa.
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C’è luce infondo al tunnel per Villa Ebe: ripartono i lavori dopo 20 anni
Risalente al lontano 1922, Villa Ebe fu progettata dall’architetto Lamont Young. Dopo oltre 20 anni di totale abbandono, accompagnati da fragorose proteste al riguardo, ripartono ora i lavori al fine di riqualificare l’edificio. La Villa, infatti, è uno splendido esempio di architettura neogotica a Napoli, realizzata in pietra vesuviana. Nonostante lo stato di abbandono, la Villa continua ad essere la protagonista di Pizzofalcone.
La Procura della Repubblica di Napoli ha ora concesso il dissequestro temporaneo (avvenuto nel 2021 per rischio di crollo) e, come riporta Fanpage.it, pare che proprio oggi, lunedì 24 giugno, i carabinieri giungeranno in loco per rimuovere i sigilli e dare il via ai lavori di pulizia, sgombero dei rifiuti, messa in sicurezza e bonifica. La durata dei lavori si stima intorno ai due mesi, salvo imprevisti, con un costo che si aggira attorno ai 50mila euro, in questa prima fase.
La storia di Villa Ebe a Pizzofalcone
Anche conosciuta come Castello di Pizzofalcone, la villa fu realizzata nel 1922 dall’architetto Lamont Young, già progettista del Castello Aselmeyer su Corso Vittorio Emanuele. Realizzata in stile neogotico, la particolarità principale della Villa è sicuramente la torre quadrata con contrafforti ottagonali in pietra vesuviana.
L’edificio fu progettato su due scompartimenti distinti: il lato di villa Ebe, il cui nome è preso dalla giovane moglie di Young, fungeva da residenza personale dell’architetto napoletano, nel quale vi abitò fino alla sua scomparsa avvenuta per suicidio nella villa stessa; l’altro scompartimento invece era la residenza della famiglia Astarita, definitivamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
La moglie dell’architetto, dopo il suicidio del marito, continuò ad abitare la villa fino al 1970. In seguito, i suoi eredi ne alienarono la proprietà al Comune di Napoli. Nel 2000 un incendio doloso la danneggiò profondamente devastandone le sale interne e distruggendo completamente l’incantevole scala elicoidale. Villa Ebe, che langue abbandonata ormai da anni, è attualmente sottoposta a sequestro penale dal 2021 per rischio crollo. Il Comune di Napoli ne ha chiesto il dissequestro temporaneo per i lavori, per procedere ad una serie di interventi di riqualificazione. Il progetto Villa Ebe rientra nel più ampio piano di rigenerazione urbana avviato dal Comune di Napoli, con lo scopo di dare nuova vita al promontorio di Pizzofalcone e riconsegnarlo prima di tutto ai cittadini partenopei, oltre che ai turisti.
Una nuova spinta al progetto è stata sicuramente il film documentario “La Napoli del futuro: Il sogno di Lamont Young” (2023), prodotto e diretto da Francesco Carignani, che ha nuovamente posto Villa Ebe sotto i riflettori dei media.
Il progetto di rivalorizzazione del sito risale al 2005 e immagina la villa trasformata in grande museo interattivo, sede di mostre e convegni, dedicato all’architettura liberty; prevedendo, inoltre, la risistemazione della panoramica terrazza, che gode di una vista a 360° sul prospiciente golfo.

Foto di Alessandra Silvestri

