La vera storia della zeppola di San Giuseppe, dolce simbolo di Napoli!

Carla Glorioso
La vera storia della zeppola di San Giuseppe, dolce simbolo di Napoli!
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Un dolce tipico della tradizione napoletana ma che trae le sue origini da molto lontano.

Si avvicina la primavera, il profumo dei fiori echeggia nell’aria e, quale dolce della tradizione italiana la incarna perfettamente? Senza dubbio: le zeppole di San Giuseppe discendenti delle storiche “frittelle”. Ma non tutti sanno perché vengono chiamate in questo modo e da dove traggono origine.

Si narrano due leggende, una addirittura risale all’epoca romana.

Ogni 17 marzo si celebravano le “Liberalia”, festa in onore delle divinità del vino e del grano. Bacco e il suo precettore Sileno che, ben si accompagnava lì dove abbondava vino, si usava omaggiarli con fiumi di vino e intrattenerli con frittelle di frumento per ringraziare le divinità del grano.

L’altra leggenda, invece, narra di una fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù. San Giuseppe per mantenere la famiglia in terra straniera, dovette mettersi a vendere frittelle. Tutti i padri del mondo, così come Giuseppe, provvedono alla loro famiglia e per questo motivo le zeppole sono il dolce tipico della festa del papà!

La leggenda della zeppola di San Giuseppe:

“[…] E’ un miracolo lieve, leggero;

una semplice, morbida cosa,

che anche al giorno più cupo e nero

dà una piccola mano di rosa”.

Il papà sentì in gola un magone.

“ Caro figlio, non critico più.

Su ‘ sti zeppole hai proprio ragione:

io so’ Santo, ma tu sì Gesù!”

Le zeppole di San Giuseppe sono anche un dolce tipico della tradizione napoletana, pertanto, la sua attuale ricetta risale al 1837. La prima ad essere messa su carta ad opera del gastronomo napoletano Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, poi rivisitata da P. Pintauro ( ideatore della sfogliatella) che aggiunge al semplice impasto di fiori di frumento, le uova, lo strutto e gli aromi. Con doppia frittura, prima in olio profondo e poi nello strutto fuso e bollente oppure cotta al forno. Per quanto riguarda la forma a ciambella, si procede invece con l’aiuto di una sac a poche a formare un serpentello ( da qui deriva il nome zeppula e più precisamente dal latino serpula) attorcigliato su se stesso.

Secondo alcuni ha origini conventuali, infatti spesso le suore si cimentavano nella sperimentazione di nuovi dolci da abbinare alle festività e pare  proprio nel Convento di San Gregorio Armeno. Secondo altri in quello di Santa Patrizia o addirittura se ne attribuisce l’invenzione alle monache della Croce di Lucca o a quelle dello Splendore.

Dunque, le zeppole hanno origini antichissime e molte sono le leggende che le rivendicano eppure resta il dolce tipico della festa del papà! Ciambelle condite con crema pasticcera, spolverizzate di zucchero e guarnite con amarene, un dono che ogni 19 marzo viene offerto dai figli ai propri padri.



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