Arci Mediterraneo al centro del nuovo accordo tra Banca Etica e BEI: altri 30 milioni per inclusione e lavoro
La seconda tranche dell’accordo da 60 milioni di euro tra Banca Etica e Banca europea per gli investimenti è stata firmata a Napoli, nella sede di Arci Mediterraneo. La realtà napoletana è tra le beneficiarie più significative del primo plafond e lavora da anni su accoglienza, formazione e inserimento lavorativo di migranti e rifugiati.
La finanza può diventare uno strumento concreto di inclusione quando arriva nei luoghi in cui si costruiscono percorsi reali di autonomia. È il caso di Arci Mediterraneo Impresa Sociale, realtà attiva a Napoli dal 1990 e scelta come sede per la firma della seconda tranche da 30 milioni di euro dell’accordo tra Banca Etica e Banca europea per gli investimenti, parte di un programma complessivo da 60 milioni destinato a sostenere economia sociale, inclusione e sviluppo dei territori più fragili.
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Proprio la sede di Arci Mediterraneo ha rappresentato il punto di partenza per raccontare come queste risorse possano tradursi in accoglienza, formazione, tirocini e opportunità di lavoro per persone migranti e rifugiate.
Arci Mediterraneo, un presidio di inclusione sul territorio
Fondata nel 1990 e cliente storica di Banca Etica, Arci Mediterraneo è oggi una delle realtà più rilevanti tra quelle sostenute dal primo plafond. Attraverso i progetti SAI, i percorsi di formazione, i tirocini e le attività di front-office, l’organizzazione accompagna ogni anno centinaia di persone migranti e rifugiate in percorsi di integrazione e autonomia. Il suo lavoro parte dall’accoglienza ma guarda soprattutto alla fase successiva: quella in cui una persona deve poter costruire un percorso indipendente, accedere al lavoro, acquisire competenze e trovare una propria collocazione nella comunità.
È proprio questo il tipo di impatto che l’accordo BEI-Banca Etica intende rafforzare.
Altri 30 milioni per inclusione, imprese e Mezzogiorno
L’intesa complessiva prevede 60 milioni di euro, articolati in due tranche da 30 milioni ciascuna. La prima, relativa al periodo 2024-2026, è già stata interamente impiegata. La seconda, per il biennio 2026-2028, è stata sottoscritta a Napoli proprio nella sede di Arci Mediterraneo. Le risorse saranno destinate in particolare a tre grandi aree: sostegno a rifugiati e richiedenti asilo, imprenditoria femminile e imprese attive nelle Regioni di coesione, con una quota residuale dedicata ad altre PMI ad alto impatto sociale e ambientale.
L’impatto complessivo stimato dell’accordo supera i 165 milioni di euro mobilitati nell’economia reale.
I primi 30 milioni sono già stati completamente utilizzati attraverso decine di operazioni. In particolare, 9,125 milioni di euro sono stati destinati a rifugiati e migranti, 9,035 milioni all’imprenditoria femminile e 9,440 milioni alle Regioni di coesione e al Mezzogiorno. Altri 2,4 milioni di euro hanno sostenuto PMI ad alto impatto sociale e ambientale. Un dato che racconta anche il peso concreto dell’intervento sul territorio, soprattutto nel Sud Italia, dove sono state finanziate cooperative sociali, imprese artigiane, aziende agricole sostenibili e realtà impegnate nell’economia circolare.
L’impatto in Campania e a Napoli
In Campania, il finanziamento ha raggiunto realtà molto diverse tra loro. Sono state sostenute cooperative e consorzi sociali impegnati nell’accoglienza di minori e persone fragili, nell’assistenza socio-sanitaria e nell’inserimento lavorativo. Spazio anche ai Workers Buyout, con il supporto a cooperative nate da lavoratori che hanno rilevato aziende in crisi, e a imprese agricole orientate alla sostenibilità, alla biodiversità e alla filiera corta. Altri finanziamenti hanno riguardato PMI attive nel riciclo, nella carta e negli imballaggi ecologici.
Dal credito all’autonomia
Il presidente di Banca Etica Aldo Soldi ha sottolineato come la nuova tranche rafforzi una collaborazione pensata per mettere risorse a disposizione dell’economia sociale e di attività orientate all’inclusione, alla valorizzazione del lavoro e alla tutela dell’ecosistema. La vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti ha evidenziato invece il valore di una finanza capace di sostenere l’economia reale e creare opportunità per comunità e territori che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al credito.
La visita ad Arci Mediterraneo ha reso questo concetto particolarmente concreto: dietro i numeri dell’accordo ci sono percorsi di formazione, tirocini, accoglienza e inserimento lavorativo.

