Scampia, le cause del crollo e la questione sociale delle Vele. I residenti: “Sentivamo i ballatoi tremare da mesi”
Tragedia a Scampia: dopo il crollo del ballatoio è stata aperta un'indagine, ma tutti conoscono la verità celata dietro le Vele di Scampia.
Crollo a Scampia. La Procura di Napoli, all’indomani della tragedia che ha tolto la vita a due persone e obbligato altre 13 al ricovero, cerca il motivo del crollo e le responsabilità, ma la verità è che chi conosce Scampia, e la questione sociale legata alle Vele, sa che le cause sono chiare.
Tragedia a Scampia, la questione sociale e architettonica legata alle Vele
Erette tra il 1962 e il 1975, le Vele di Scampia vennero progettate dall’architetto Francesco Di Salvo, ispirandosi ai princìpi delle unités d’habitation di Le Corbusier. Il progetto degli originari 7 edifici del complesso popolare dovette, però, fare ben presto i conti con il restringimento degli spazi nei palazzi e degli stessi appartamenti, oltre all’uso di materiali differenti rispetto a quelli previsti.
Ecco perché, con gli anni, le Vele divennero non solo inospitali per i nuclei familiari, ma anche luoghi malfamati, sedi di traffici illeciti, fino ad evolversi in vero e proprio simbolo del degrado del quartiere.
Una caratteristica fondamentale delle Vele è che i due corpi di fabbrica, di cui sono composte, sono separati da un grande vuoto centrale, colmato da ballatoi sospesi a un’altezza intermedia rispetto agli alloggi. Questo aspetto rende le strutture, seppur grandi e imponenti, inevitabilmente fragili. La manutenzione delle Vele è stata, nel corso dei decenni, sempre più rara e sempre meno efficiente. Le amministrazioni locali hanno lasciato sì che il tempo deteriorasse sempre più l’architettura, già di per sé fragile, di questi complessi abitativi.
Dopo la tragedia verificatasi la sera di domenica 22 luglio, in cui il cedimento di un ballatoio ha ucciso due persone e ferito altre 13, la Procura di Napoli ha ora aperto un’indagine, alla ricerca dei soggetti a cui affibbiare le responsabilità. Nonostante i progetti di riqualificazione che da anni interessano il quartiere di Scampia, tutti sanno che la rigenerazione urbana legata alle Vele procede da tempo con estrema lentezza.
Gli sfollati, ospitati nella sede di Scampia della Federico II, attendono adesso il loro destino. “Sentivamo i ballatoi tremare da mesi“: queste le testimonianze dei residenti che hanno vissuto la tragedia sulla propria pelle. Per il momento, c’è chi potrà tornare e chi no, ma eventi come questi ricordano a tutti quanto ancora attuale e urgente sia la questione sociale legata alle Vele di Scampia.

