Via Duomo: la via dei Musei di Napoli

Via Duomo è un'arteria principale della città di Napoli, anche dal punto di vista culturale. Infatti accoglie ben 7 musei.

Napoli in tasca
Articolo di , 24 Gen 2023
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Foto Shutterstock

Via Duomo è una strada impossibile da non conoscere per qualsiasi napoletano.

Prende ovviamente il nome dalla presenza del mastodontico Duomo di Napoli ed è una delle principali arterie di collegamento della città. È il più lungo e antico dei cardini cittadini (infatti veniva chiamato il cardo maior) ed incrocia i tre decumani principali, quello maggiore, quello superiore e quello inferiore (Via Bendetto Croce, Spaccanapoli).

Ospita una quantità imbarazzante di palazzi d’epoca e luoghi d’interesse come: i “Quattro Palazzi in piazza Nicola Amore; Palazzo della Grande loggia; la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, detta “delle Crocelle ai Mannesi”, Palazzo di Santa Maria di Porta Coeli, sede dell’Università “L’Orientale” e dell’Università degli Studi Federico II di Napoli; Palazzo civico 45, casa del poeta Libero Bovio e tanti, tantissimi altri.

Per non farsi mancare niente e per esagerare, Via Duomo è un crocevia di cultura, arte e storia. Su di essa, o nei suoi immediati pressi, si ergono ben 7 musei.

I Musei di Via Duomo

  • Il Museo Madre

Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina in Via Settembrini. All’interno, troviamo le opere di Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Cunellis, Rebecca Horn.

  • Il Museo Diocesano nel Complesso Monumentale Donnaregina

La pinacoteca all’interno presente vanta opere di Luca Giordano, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione e Francesco Solimena. Nell’edificio gotico, è possibile ammirare il Monumento funebre della regina Maria D’Ungheria, opera di Tino di Camaino, la cappella Loffredo ed il coro gotico con un ciclo di affreschi Giotteschi attribuiti alla scuola di Pietro Cavallini che illustrano un Giudizio Universale e le storie del vangelo di Cristo, di santa Elisabetta, santa Caterina e sant’Agnese.

  • Monumento Nazionale dei Girolamini

Ospita addirittura la tomba di Giovambattista Vico, la biblioteca e dei chiostri meravigliosi.

  • Il Museo del Tesoro di San Gennaro

Al suo interno, si potrà ammirare la bellezza di 52 busti argentei raffiguranti i co-protettori della città (I vicari emissari di San Gennaro, per capirsi) e delle collezioni uniche detenute nel museo. Nelle collezioni troviamo: la mitra di San Gennaro, ossia il copricapo arcivescovile realizzato da Matteo Treglia in cui sono incastonate in tutto 3694 pietre preziose; la collana di San Gennaro realizzata dall’orafo Michele Dato e costruita con le donazioni di pietre preziose e gioielli donati da sovrani, papi e regnanti; Insigne dell’Ordine di San Gennaro di cui fanno parte la spilla, la placca ed il mantello ricco di gemme di smalti, pietre preziose e decorazioni con su inciso il giglio dei Borbone.

  • Pio Monte della Misericordia

Ospita un meraviglioso Caravaggio e le sette opere di misericordia. Di fronte al museo, sarà possibile ammirare l’elegantissima guglia di San Gennaro, ad ora di Cosimo Fanzago.

  • Complesso Monumentale di San Severo al Pendino

L’interno della Chiesa presenta i caratteri architettonici tipici del Cinquecento. Ospita il monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo, scolpito da Gerolamo D’Auria nel 1617, smembrato dal terremoto del 1688 e ricomposto nel restauro settecentesco nell’altare del transetto destro.

  • Museo Civico Gaetano Filangieri.

Il Palazzo che ospita il museo, ossia Palazzo Como, ha una storia curiosa. Divenne prima convento, poi fu destinato ad alloggio per vedove militari. Vi fu installata una fabbrica di birra, poi divenne monastero, fino a che nel 1866 fu occupato dal Municipio. Nel 1879, i lavori per la nuova Via del Duomo minacciavano l’edificio e, grazie all’intervento della Commissione Municipale, si scelse di spostare il palazzo 20 metri indietro rispetto alla posizione originaria. È passato, così, alla cultura napoletana come il “palazzo che cammina”.
Trovano spazio nel museo circa tremila opere tra dipinti, sculture, armi, porcellane, maioliche, mobili, abiti, una ricca biblioteca e un archivio storico.

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