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Tragedia a Ercolano, esplosione in un deposito abusivo di fuochi d’artificio: perdono la vita tre giovani ragazzi
M. D'Andria
19 Nov 2024 - 10:31

Tragedia a Ercolano, esplosione in un deposito abusivo di fuochi d’artificio: perdono la vita tre giovani ragazzi

Un boato scuote il Vesuvio: un 18enne e due sorelle di 26 anni perdono la vita in seguito a un'esplosione in un deposito illegale.

Cronaca. Un’esplosione ieri ha scosso la comunità di Ercolano. L’episodio si è verificato in un deposito abusivo di fuochi d’artificio. Perdono la vita 3 giovani ragazzi: Samuele Tacifù (18 anni), Sara e Aurora Esposito (26 anni).

Tragedia a Ercolano: esplosione in un deposito abusivo toglie la vita a tre giovani ragazzi

Un’esplosione devastante ha colpito il comune di Ercolano, alle falde del Vesuvio, trasformando una giornata qualunque in una tragedia. L’episodio di è verificato ieri, lunedì 18 novembre.

In una casa adibita a deposito abusivo di fuochi d’artificio, tre giovani hanno perso la vita: un ragazzo di 18 anni e due gemelle di 26, tutte vittime di un lavoro illegale e privo di sicurezza.

La ricostruzione della tragedia

L’incidente è avvenuto in via Patacca, un’area isolata tra Ercolano e San Giorgio a Cremano. Il boato dell’esplosione è stato avvertito a chilometri di distanza, seguito da una colonna di fumo visibile da diverse zone circostanti. In pochi minuti, sul posto sono intervenuti carabinieri, ambulanze e vigili del fuoco.

Secondo le prime ricostruzioni, il deposito era stato improvvisato per confezionare fuochi d’artificio in vista delle festività natalizie e di Capodanno. I giovani, non professionisti del settore, erano stati assunti per l’occasione.

Era il loro primo giorno di lavoro sul posto, ma dopo la pausa pranzo qualcosa è andato storto: l’ingente quantità di materiali esplosivi ha scatenato una tragedia.

Le giovanissime vittime dell’accaduto

Fino a ieri le vittime “non erano identificabili” ufficialmente. Oggi sappiamo invece che a perdere la vita è stato Samuele Tacifù, 18enne di origine albanese diventato padre appena 4 mesi fa insieme alla fidanzata 17enne.

Al capannone di via Patacca è arrivato anche suo padre, distrutto dal dolore: «Datemi una pistola, mi voglio sparare».

La suocera di Samuele, Anna Campagna, di lui ha detto: «Hanno una bambina di quattro mesi e lui lavorava per lei e la moglie. Un bravissimo ragazzo, un lavoratore. Era in Italia da 10 anni e aveva tutte le carte a posto. Aveva già svolto altri lavori, ma non lo pagavano per cui ha fatto pure una vertenza all’ex titolare. Faceva il magazziniere, si è sempre spaccato la schiena ma qui sei tutelato solo se spacci o vai a rubare. Poi per un bravo ragazzo queste sono le possibilità, è morto bruciato vivo, era al suo primo giorno di lavoro».

A perdere la vita nell’esplosione sono state anche Sara e Aurora Esposito, due gemelle 26enni.  «Anche le due ragazze morte erano madri single, lavoratrici per i loro figli piccoli. Mio genero ci ha chiamato alle 13, ci ha detto che stavano mangiando un panino. Poi un’ora dopo il dramma. Tre famiglie distrutte, chi ci darà indietro i nostri figli?» dice la signora Campagna al Mattino.

L’appello del sindaco

Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano, ha espresso il suo sgomento: «Una scena di devastazione e dolore. Mi riferiscono che lì si confezionassero fuochi d’artificio, ma nessuna richiesta di autorizzazione è mai arrivata al Comune. È straziante che dei giovani debbano morire così. Dobbiamo insegnare loro che la strada della legalità è sempre la via maestra».

Una tragedia che sottolinea l’urgenza di affrontare il problema dei depositi abusivi e del lavoro illegale nell’hinterland napoletano. 

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