Campania, tagli alle Università: L’Orientale tra le più penalizzate
Le università della Campania si preparano ad affrontare un anno difficile dal punto di vista finanziario, a causa dei pesanti tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario (Ffo) previsto per il 2024. In totale, gli atenei della regione vedranno una riduzione complessiva di quasi 21 milioni di euro, con alcune università che subiranno perdite particolarmente significative.
Il taglio complessivo del Ffo a livello nazionale ammonta a 173 milioni di euro, riducendo la dotazione totale del fondo a 9,03 miliardi.
L’Orientale di Napoli subirà una riduzione del 3,19%, equivalente a 1,379 milioni di euro in meno, portando il finanziamento complessivo dell’ateneo a poco più di 40 milioni. Questa perdita, anche se minore in valore assoluto rispetto ad altri atenei, rappresenta un duro colpo per una delle università storiche della città, specializzata negli studi linguistici e culturali.
L’Università Federico II, il principale ateneo della Campania e il terzo più finanziato a livello nazionale dopo La Sapienza di Roma e l’Università di Bologna, perderà quasi 9 milioni di euro, passando da 412 milioni a 403,6 milioni di euro. Nonostante la riduzione del 2,17%, la Federico II rimane tra le università meglio finanziate del Paese.
In controtendenza, l’Università Parthenope è riuscita a mantenere il suo budget invariato, con un finanziamento di 51,2 milioni di euro, una situazione condivisa solo da altri cinque atenei italiani (Ferrara, Foggia, Modena-Reggio Emilia, Padova e Tuscia).
La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), guidata da Giovanna Iannantuoni, ha espresso preoccupazione per il futuro dei piccoli atenei e per il possibile blocco delle assunzioni, definendo i tagli una minaccia per la stabilità finanziaria delle università.