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Il “Pulcinella di Pesce” new entry nel presepe di San Gregorio Armeno
M. D'Andria
14 Ott 2024 - 09:41

Il “Pulcinella di Pesce” new entry nel presepe di San Gregorio Armeno

Il maestro del presepe napoletano Marco Ferrigno rende omaggio a "Tu si 'na cosa grande" di Gaetano Pesce.

I 12 metri del “Pulcinella di Pesce” in Piazza Municipio si riducono a miniatura nelle mani del maestro del Presepe Napoletano Marco Ferrigno. L’omaggio da un artista ad un altro.

Il Pulcinella di Gaetano Pesce spopola anche nel presepe di San Gregorio Armeno

L’arte contemporanea trova spazio anche nella tradizione napoletana grazie al maestro presepiale Marco Ferrigno, che ha deciso di rendere omaggio alla scultura “Tu si ‘na cosa grande” di Gaetano Pesce. La celebre opera, esposta in piazza Municipio, dopo tante discussioni in merito alla forma e al significato dell’opera, ha ottenuto un riconoscimento speciale: è stata immortalata nel presepe di San Gregorio Armeno, simbolo di un’autentica “consacrazione” nell’immaginario partenopeo.

Ferrigno, erede di una lunga dinastia di artigiani specializzati nella realizzazione di pastori e natività, ha creato una versione in miniatura dell’imponente scultura di Pesce. Senza esprimere giudizi, ha condiviso sui social una foto che mette a confronto la sua riproduzione con un tradizionale Pulcinella, figura iconica della cultura napoletana. L’immagine ha scatenato un’ondata di commenti e ha attirato numerosi curiosi nella bottega di Ferrigno, situata nel cuore del centro storico.

Il maestro presepiale riflette anche sul divario tra arte classica e contemporanea, ricordando con ironia una scena dal film “Il mistero di Bellavista” di Luciano De Crescenzo, dove si osservava un’opera moderna simile a una toilette: “Chissà se i posteri capiranno che era un’opera d’arte o un gabinetto scassato. Ma è importante non mettere in competizione i due linguaggi artistici. Anzi, più si discute, meglio è. Dopotutto, la pubblicità è l’anima del commercio“.

In questo modo, l’opera di Pesce entra di diritto nella “famiglia” di San Gregorio Armeno, unendosi alle tradizionali rappresentazioni della cultura napoletana, in un gioco di rimandi tra passato e presente, classico e moderno.

 

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