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Omicidio Emanuele Tufano, scontro tra bande del Mercato e della Sanità: indagati minorenni
M. D'Andria
28 Ott 2024 - 09:44

Omicidio Emanuele Tufano, scontro tra bande del Mercato e della Sanità: indagati minorenni

Continuano senza sosta le indagini della Polizia per ricostruire la dinamica dell'omicidio del quindicenne Emanuele Tufano.

Cronaca.  Al Rione Sanità la comunità preferisce il silenzio social per il ricordo di Emanuele Tufano, 15enne morto in una violenta sparatoria tra bande consumatasi su Corso Umberto. Proseguono le indagini della Polizia: indagati minorenni.

Emanuele Tufano, il riserbo della comunità e le indagini della polizia

Al Rione Sanità di Napoli, la recente tragedia che ha colpito Emanuele Tufano, il quindicenne ucciso in una sparatoria al Corso Umberto, ha creato un clima di dolore e riflessione. La famiglia e gli amici chiedono silenzio e discrezione, specialmente sui social network, rifiutando interviste ai media.

La famiglia Tufano, nota per la gestione di una pizzeria in via Vergini, ha chiesto di evitare qualsiasi esternazione digitale per proteggere la memoria di Emanuele e rispettare il loro dolore. L’intento è evitare che il ricordo di Emanuele sia distorto o associato a dinamiche criminali, mantenendo invece la sua immagine di “bravo ragazzo” che i residenti del rione Sanità vogliono preservare.

Le indagini

In queste ore, l’indagine sulla sparatoria procede con discrezione, e la sorveglianza nel quartiere è stata intensificata. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, Emanuele, colpito alla schiena, ha perso l’equilibrio, cadendo dallo scooter su cui viaggiava. Probabilmente non è morto subito, ma si è ritrovato solo: i suoi amici del Rione Sanità sono fuggiti, terrorizzati dall’escalation della sparatoria, senza provare a soccorrerlo.

Dopo i primi tentativi di sviare le indagini, i due minorenni feriti, di 14 e 17 anni, ricoverati al CTO, hanno cominciato a collaborare fornendo elementi chiave. L’attività investigativa ha portato gli agenti a raccogliere nuove testimonianze, ascoltando oltre una decina di persone, tra cui due giovanissimi appartenenti al gruppo armato che ha partecipato alla sparatoria.

Determinante anche l’analisi dei filmati di videosorveglianza presenti nella zona dell’omicidio, attraverso cui gli inquirenti sono riusciti a identificare alcuni membri del commando coinvolto nell’assassinio di Emanuele. Due minorenni di 15 e 17 anni, originari del Mercato, sono stati individuati e sono ora indagati per il possesso e l’uso di armi.

Durante l’interrogatorio, avrebbero ammesso di aver partecipato alla sparatoria, dichiarando di aver risposto al fuoco dopo essere stati aggrediti dai rivali del Rione Sanità. Gli investigatori hanno rilevato sul luogo della sparatoria numerosi bossoli e ogive, evidenziando che a sparare sarebbero state almeno cinque pistole. Il percorso di fuoco si estende lungo circa 200 metri, tra via Carminiello al Mercato e l’angolo con Corso Umberto I, area in cui Tufano è stato ferito a morte.

Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile di Napoli, sono affidate alla Procura ordinaria, alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e alla Procura per i Minori, con l’obiettivo di verificare l’effettiva dinamica dello scontro e l’eventuale coinvolgimento di altri ragazzi.

Il possibile movente

Resta ancora incerto il motivo scatenante che ha portato alla sparatoria. Una delle ipotesi è che possa trattarsi di una rivalità legata al “territorio”: la strada in cui si è svolto il conflitto conduce verso il quartiere Mercato, il che potrebbe suggerire uno sconfinamento del gruppo della Sanità sul territorio “controllato” dai rivali.

Tuttavia, non si esclude che vi fossero tensioni pregresse tra i due gruppi, o che la violenza sia esplosa per motivi più futili e immediati, in un crescendo di tensioni giovanili ormai comune nei quartieri più complessi di Napoli.

Provvedimenti istituzionali

In seguito alla riunione del comitato per l’ordine pubblico, presieduto dal prefetto Michele Di Bari, è emerso un importante piano di sicurezza per la città: il Ministero dell’Interno destinerà a Napoli un finanziamento di tre milioni di euro per l’installazione di 350 nuove telecamere di videosorveglianza, che si andranno ad aggiungere alle mille già attive.

La misura, annunciata dal sindaco Gaetano Manfredi e confermata dal prefetto Di Bari, mira a potenziare il monitoraggio delle zone a rischio e prevenire ulteriori episodi di violenza.

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