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Napoli frontiera della fisica moderna grazie all’esperimento NA62
M. D'Andria
27 Set 2024 - 10:50
Fonte: Facebook INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Napoli frontiera della fisica moderna grazie all’esperimento NA62

L'esperimento NA62 osserva un processo rarissimo: una scoperta rivoluzionaria che porta luce sulla comunità scientifica partenopea.

L’esperimento NA62 del CERN di Ginevra, che ha coinvolto un gruppo di ricerca di studenti della Federico II di Napoli, è approdato ad una scoperta rivoluzionaria nella fisica moderna.

Napoli, nuova frontiera della fisica moderna: la scoperta rivoluzionaria 

Napoli si conferma protagonista nel panorama scientifico internazionale grazie a una scoperta epocale, firmata da un team di fisici napoletani, nell’ambito dell’esperimento NA62 presso il CERN di Ginevra. La scoperta riguarda l’osservazione del rarissimo decadimento di una particella subatomica che si verifica una volta ogni 10 miliardi di eventi. Questo risultato, ottenuto dopo decenni di ricerca, rappresenta un passo importante nella comprensione delle leggi fondamentali della fisica.

Come spiega l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’osservazione di NA62 riguarda il decadimento di un kaone carico in un pione carico e due neutrini. Questo decadimento è tra i processi più rari mai osservati nella cosiddetta fisica del sapore: secondo il Modello Standard, infatti, meno di un kaone carico su 10 miliardi decade in questo modo. NA62 ha misurato il decadimento con una significatività statistica di 5 sigma (5σ): questo significa che la probabilità che gli eventi osservati siano dovuti semplicemente a fluttuazioni statistiche del fondo è di 2×10-7.

Questo risultato rappresenta il culmine di un progetto iniziato più di un decennio fa, ed è frutto di un lungo e rigoroso lavoro”, commenta Giuseppe Ruggiero dell’INFN e dell’Università di Firenze, che guida la Collaborazione Scientifica dell’esperimento NA62. “Cercare processi in natura che hanno una probabilità di accadere dell’ordine di 10-11 è affascinante e stimolante, ma è anche estremamente impegnativo: con questa misura abbiamo consegnato alla comunità scientifica un risultato tanto atteso, che per noi rappresenta anche una ricompensa straordinaria per i nostri sforzi”.

Il gruppo di ricerca coinvolge studiosi della Federico II di Napoli, tra cui spicca Fabio Ambrosino, uno dei leader scientifici del progetto, e il giovane e promettente Renato Fiorenza, dottorando della Scuola Superiore Meridionale. Il loro contributo è stato decisivo nell’analisi dei dati e nel raggiungimento del successo. Accanto a loro, altri nomi illustri del panorama scientifico napoletano, come Marco Francesconi, Raffaele Giordano, Paolo Massarotti, Marco Mirra, Ilaria Rosa, Giulio Saracino e il maestro Marco Napolitano.

NA62 è riuscito a misurare la frequenza di questo rarissimo decadimento rispetto a tutti i possibili decadimenti dei kaoni carichi con una precisione del 25%: è la misura più precisa mai realizzata fino ad oggi” sottolinea Renato Fiorenza della Scuola Superiore Meridionale e della Sezione INFN di Napoli, tra i principali analisti.

La scoperta getta le basi per una “nuova fisica” al di là del Modello Standard, il corpus teorico che descrive le particelle elementari, ma che ancora non riesce a spiegare completamente tutti i fenomeni osservati.

Il successo del team mette in luce la vivace comunità scientifica di Napoli, che ha tutte le carte in regola per emergere a livello internazionale e competere con i migliori centri di ricerca, senza la necessità di migrare all’estero.

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