Napoli, al via i lavori di restauro per la Chiesa di San Pietro Martire: tornerà al suo antico splendore colella_skin
Napoli, al via i lavori di restauro per la Chiesa di San Pietro Martire: tornerà al suo antico splendore
M. D'Andria
18 Lug 2024 - 10:41
Fonte: Comune di Napoli (sinistra), Wikimedia Commons (destra)

Napoli, al via i lavori di restauro per la Chiesa di San Pietro Martire: tornerà al suo antico splendore

Primo cantiere aperto a Napoli con i fondi del PNRR/FEC: iniziano i lavori di restauro di San Pietro Martire.

Napoli. Grazie al Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (PNRR) e il progetto del FEC, Fondo edifici di culto gestito dal Ministero dell’Interno, la chiesa di San Pietro Martire a Napoli, nel cuore del Centro Storico, potrà tornare al suo antico splendore.

Inaugurati i lavori di restauro alla Chiesa di San Pietro Martire a Napoli: nuova luce per l’edificio storico

Sono stati inaugurati ieri, mercoledì 17 luglio 2024, i lavori di restauro che interesseranno l’antica chiesa gotica di San Pietro Martire a Napoli, fino al prossimo gennaio 2025. Il luogo di culto, situato alla fine di via Mezzocannone, all’incrocio con Corso Umberto, è un simbolo del Centro Storico, che ha ospitato lavori di restauro già nel 2021.

L’opera di restauro è il primo intervento a livello nazionale tra quelli messi in gara per il progetto di recupero degli edifici di culto (PNRR/FEC) e per questo vede il coinvolgimento, come ha spiegato il prefetto di Napoli Michele di Bari, presente ieri all’inaugurazione, del Ministro degli Interni, la Prefettura di Napoli, il Provveditorato alle Opere pubbliche, la Soprintendenza e il Comune di Napoli.

L’obiettivo del progetto è quello di restituire alla città un gioiello architettonico di inestimabile valore, tutelando la sua bellezza e la sua storia per le generazioni future. I lavori a San Pietro Martire sono solo l’inizio di un più ampio programma di interventi che interesseranno complessivamente 24 edifici di culto nella Regione Campania.

Obiettivo primario è quello di rimettere in sicurezza la zona dell’altare, la zona del transetto e della cupola, che sono degradate a causa della caduta di intonaci. Proprio per questo motivo, qualche anno fa, nell’ambito dei lavori di restauro gestiti sempre dal Ministero dell’Interno (con un fondo di 2 milioni di euro), è stata installata una rete protettiva per poter continuare a celebrare, per avere ancora le celebrazioni.

Nel 2021 i lavori nella chiesa, volti alla riqualificazione della stessa, interessarono le preziose opere d’arte conservate, il restauro della facciata, del campanile e del portale marmoreo con tecniche tradizionali.

Fonte: Comune di Napoli

Chiesa di San Pietro martire

La fondazione della chiesa fu voluta dal Carlo II d’Angiò che donò il sito in prossimità del mare ai frati domenicani richiedendo l’edificazione di una chiesa in onore di “San Pietro Martire da Verona”. Dalla sua edificazione nel 1301 l’edificio gotico ha subito varie vicissitudini, incluse rovinose tempeste, maremoti e terremoti che portarono nel corso del 1500 ad una completa ricostruzione della chiesa che ne modificò consistentemente il carattere dotandola di strutture caratterizzate da sette arcate per lato con doppio ordine di piperno.

A seguito degli ingenti danni subiti nel corso della seconda guerra mondiale, furono eseguite diverse opere di restauro, tra le quali quelle eseguite dal Genio Civile nel 1953 che riportarono alla luce le campate rinascimentali in piperno attualmente visibili.

La facciata della chiesa, che si apre sull’antistante slargo progettato nel Seicento, è adornata da un portale marmoreo che sostituisce quello del XIV secolo, con decorazioni in stucco del XVIII secolo. L’interno è caratterizzato da stucchi settecenteschi che celano la struttura quattrocentesca. La decorazione settecentesca presenta elaborate composizioni di stampo barocco. Notevoli sono l’altare e la cona, entrambi realizzate da Salomone Rapi, mentre la balaustra è del Lazzari, autore di una decorazione marmorea in una cappella.

Qui sono conservate opere di Jacopo della Pila, Fabrizio Santafede, Giovanni Bernardino Azzolino, Girolamo Imparato, Andrea Falcone, Francesco Solimena, Salvatore Pace, Giuseppe Marullo, Antonio Sarnelli, Girolamo Cenatiempo, Giacomo del Pò, Carlo Mercurio, Bartolomé Ordóñez, Giovanni da Nola, Giovanni e Pacio Bertini. Nell’abside si osservano tele ed affreschi di Giacinto Diano e Sebastiano Conca.

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